IRAQ. La zoppicante economia irachena vive tra guerra degli ortaggi e contrabbando di petrolio 

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Il capo delle Pmu irachene, Faleh al Fayyad, è andato in Arabia Saudita per una visita ufficiale ed ha incontrato diversi funzionari; al Fayyad è ancora il candidato principale per la nomina a ministro degli Interni nonostante la netta opposizione dell’alleanza Saairun di Moqtada al Sadr.

Il ministro degli Affari Esteri Mohammed al Hakim, in seguito alla sua visita a Mosca e alle sue dichiarazioni pro Iran, ha affermato che la relazione dell’Iraq con Russia, Iran e America non è contraddittoria ma è un “gioco di potere”. 

A proposito di Iran, la visita del ministro degli Esteri iraniano e una delegazione economica, diplomatica e commerciale iraniana al forum dell’Iran e della regione del Kurdistan ha rappresentato un’opportunità d’oro per i commercianti della città di Sulaymaniyah per presentare la loro denuncia al ministro iraniano, chiedendo il rilascio dei loro beni congelati in Iran da oltre un anno.

Si è tornato a parlare dell’accordo economico tra Giordania e Iraq affermando di come l’accordo devasterebbe l’economia irachena. Intanto nel parlamento giordano si annuncia che Il 75% dei beni iracheni sono esenti da tasse in Giordania e il costo di produzione delle esportazioni di petrolio iracheno attraverso Aqaba sarà di 17 miliardi di dollari.

È ancora alta la preoccupazione per la produzione nazionale di pomodori in Iraq che, secondo attivisti, sarebbe stata volutamente colpita per lasciare spazio alle importazioni da altri paesi come Iran e Turchia. Finora più di 4.100 coltivazioni di pomodori sono state colpite dall’epidemia e circa 225 altre sono state distrutte. 

Inoltre, secondo i russi, ci sono state interruzioni di corrente e di energia nelle regioni di Kirkuk, Ninive e Salahuddin dopo che le tre regioni avevano condiviso tra loro le quote disponibili di energia. Nell’area di Baghdad è dovuto intervenire l’esercito per sbloccare le strade invase dal fango dopo le piogge torrenziali dei giorni scorsi.

Sui social media, diversi account hanno condiviso il rapporto dell’Iraq Oil Report sul contrabbando di petrolio nel Kirkuk che vedrebbe il coinvolgimento di diverse forze tra cui proprio le Pmu e le forze curde. 

Redazione