Iraq e Kurdistan nuovo accordo

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IRAQ – Kirkuk. Secondo la Reuters il governo iracheno e la regione autonoma curda hanno deciso di darsi un tempo di pace. Hanno aptato per ritiro graduale da territori contesi lungo il loro confine.

Secondo una dichiarazione del presidente iracheno Jalal Talabani, un noto personaggio curdo che ha già mediato anche in passato dispute politiche, è stato in grado di avviare un processo di ritiro graduale delle truppe da entrambe le regioni una volta che la polizia locale ha rilevato la sicurezza nelle zone contese, aiutata da organizzazioni locali che rappresentano i gruppi etnici. «La sicurezza in queste aree sarà controllata e gestita a livello locale da personale del posto, nonché dalla polizia locale. Dopo la formazione di questi gruppi locali, le truppe si ritireranno» ha dichiarato Ali al-Moussawi consigliere del primo ministro Nuri al Maliki.

Il vero braccio di ferro tra i curdi e gli iracheni e su chi ha diritti di estrazione e quindi di proprietà sui pozzi petroliferi. il petrolio iracheno infatti è tra i più pregiati del mondo. A questo bisogna poi aggiungere i dubbi che i curdi hanno sull’unità federale di Baghdad che a detta loro gestisce i rapporti con la regione curda in modo troppo centralizzato. Nel mese di novembre, le forze curde e l’esercito iracheno e la polizia hanno inviato truppe e blindati per rafforzare le posizioni intorno alle città, considerate più sensibili, quelle etnicamente mista come Kirkuk, che si trova al di sopra alcune delle più grandi riserve petrolifere del mondo. Le relazioni tra Baghdad e il governo regionale del Kurdistan (KRG) si sono logorate ulteriormente in quanto la regione curda ha firmato accordi con le major del petrolio come Exxon Mobil e Chevron. Il governo centrale dello Stato membro dell’OPEC respinge gli accordi come tentativi illegali di minare il suo controllo sulle risorse petrolifere.