IRAQ. In piena pandemia, l’intelligence designata al governo

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La scena politica irachena è ferma al solito rimpallo di dichiarazioni sul nuovo premier incaricato, il capo dell’intelligence irachena: Mustapah al Khazali.

Si sono registrate le solite dichiarazioni di contrari o favorevoli al suo governo. Al Khazali, uomo fortemente voluto da Barhem Salih, il presidente, nel frattempo ha fatto sapere che molto probabilmente sarà pronto per il presidente della Repubblica cui darà la sua rosa dei nomi per martedì prossimo. Si parla di ventidue ministri riportati dai diversi blocchi in base la numero dei voti avuti, definito “merito elettorale”. Secondo i beni informati al Khazali rispetterà le quote e inserirà dei tecnici e tecnocrati. Le dichiarazioni di al Khazali tra ieri e oggi scarseggiano, ha solo tenuto a sottolineare che i nomi circolati fino ad ora non sono quelli da lui scelti. In realtà Al Khazali sta ancora lavorando. 

Nel frattempo Mohammed Al Habousi, presidente del parlamento, incontra Jeanine Antoinette Hennis-Plasschaert, rappresentante Onu, e ha parlato della formazione del governo. Hennis-Plasschaert ha fatto la passerella con tutti i primi Ministri designati, e sembra essere alla ricerca di successi piuttosto che essere ben informata sui fatti. Colpisce inoltre la sua continua presenza pubblica a volte in circostanze difficili. Come tra i manifestanti a piazza Tharir e ancora in tempi di COVID-19 a spasso con il presidente della Camera iracheno senza alcun tipo di protezione. I maligni cominciato a dire che sia una sorta di uccello del malaugurio, visto che quando arriva lei i designati perdono la designazione. 

Il Comitato per la Salute COVID-19 in Iraq ha esteso il coprifuoco fino all’inizio del ramadan, anche sono in molti a chiedere una estensione a fine ramadan. A parlare anche Adel Abdul Mahdi: che ha detto: «Ci avviciniamo alla fine del coprifuoco e ancora ha parlato di scelte difficili in momento di pandemia». Ha fatto molte dichiarazioni da capo di stato e non da ministro dimissionario. La scalata per Mustafa al Khazemi dovrà dunque passare per Nouri a Maliki, il grande assente e Adel Abdul Mahdi molto “attaccato alla sua poltrona”.  

Anche il Kurdistan estende il coprifuoco fino ai primi giorni del prossimo mese. In piena pandemia, Il numero uno della banca centrale irachena è stato eletto numero uno del Fondo Arabo Monetario; mentre i social media annunciano che nonostante la pandemia sono in pagamento gli stipendi pubblici degli impiegati che stanno a casa, mentre la popolazione è sempre più povera e senza mezzi

Redazione