Prove di guerra civile in Iraq

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IRAQ – Kirkuk 4/5/13. Dopo che l’esercito federale ha violentemente contrastato la protesta nella città di Hawija e ucciso decine di giovani sunniti, le tribù di al Anbar, Kirkuk e Mosul si sono affrettate a prendere le armi per difendere se stessi, come concesso dal leader religioso sunnita Abdul-Malik al-Saadi.

Unità armate si sono poste a difesa dei manifestanti nelle zone di protesta per evitare che episodi simili a quello di Hawija si ripetano. Molti giovani manifestanti ritengono che portare armi sia “la soluzione finale” per riprendere il controllo sulle loro città, e liberarli dall’influenza iraniana in Iraq. L’ostilità verso l’Iran è aumentata nelle zone sunnite del paese, in cui molti accusano i leader politici sciiti di essere fedeli a Teheran.

I leader delle 11 fazioni avrebbero già tenuto una riunione per studiare le possibilità di un massiccio attacco contro gli interessi del governo centrale iracheno nella provincia. I piani sono stati però rinviati per difendere i manifestanti sunniti e prevenire il ripetersi di quanto accaduto a Hawija. Nella città di Kirkuk, le cose sembrano più mature, ci sarebbero stati notevoli sviluppi per formare un vero esercito sunnita. La nuova formazione militare non includerebbe i gruppi che combattevano durante la presenza degli Stati Uniti nel paese; non ci sarebbero collegamenti  con la Jaysh Rijal al-Tariq al-Naqshabandi (esercito islamico Naqshbandi) o le Brigate della Rivoluzione del 1920. La nuova formazione militare ha iniziato la sua attività solo di recente, e controllerebbero completamente cinque grandi quartieri situati in diverse regioni della città di Kirkuk, a nord di Baghdad; controllerebbero circa 20 check point e preso prigionieri 10 soldati del Comando Operazioni Tigri. Inoltre, queste forze avrebbero raggiunto e bloccato la strada agricola di collegamento tra Hawija a Kirkuk. L’esercito sunnita starebbe assediando le postazioni del regime militare nella regione da tutti i lati. È stato intimato al generale comandante del 47° Battaglione del Comando Operazioni Tigri di ritirarsi da Kirkuk. Se ciò non avvenisse, l’esercito sunnita ha promesso battaglia.