IRAQ. Elezioni indette per il 2021

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A quattro mesi dal suo insediamento Mustafa al Kazemi, ex numero uno dei servizi segreti iracheni, non è riuscito a invertire le tendenze politiche locali e quindi alla fine ha deciso di indire elezioni anticipate per giugno 2021 il giorno 6.

Questo darà a al Kazemi due vantaggi non trascurabili, da un lato l’opportunità di mantenere le piazze sotto controllo, visto che il primo punto dell’elenco delle loro richieste alla politica era di indire, appunto, nuove elezioni. E secondo è che al Kazemi ha tempo per preparare la sua campagna elettorale. Ha già cominciato girando per le piazze irachene, scendendo tra i più bisognosi e ascoltando le esigenze del popolo.

L’Iraq vive una delle crisi economiche più difficili degli ultimi trent’anni. Da un lato il calo del prezzo del petrolio che ha azzerato la cassa dello stato essendo per il 90% dipendente dalle rimesse dell’oro nero, dall’altro la corruzione endemica a tutti i livelli, le sanzioni USA contro Iran e Siria e ora personalità irachene infine, il Covid 19 che per le difficoltà economiche del paese, cimeli lavoro a giornata, è difficile da gestire e controllare.

Negli ospedali mancano i kit per il rilevamento del virus, persone che non riescono a rispettare il coprifuoco perché spesso in casa manca la corrente elettrica e quindi non si riesce a vivere senza aria condizionata. I casi diagnosticati sono 177.000. E sono impressionanti le immagini che arrivano da Najaf dove le milizie sono responsabili delle sepolture dei morti. Anche se i morti ufficiali al momento dono meno di 6.000.

A tutto questo si vanno ad aggiungere i continui attacchi da parte di Daesh nelle regioni del nord: Diyala, Salahuddin, Kirkuk e Anbar, attacchi che non si sono mai fermati e hanno registrato dei picchi nel mese appena trascorso. E ancora attacchi delle insorgenze.

Si registrano nove attacchi contro la Green Zone di Baghdad, in una settimana, compreso quello di domenica, quando un razzo Katyusha è atterrato nelle vicinanze della zona verde di Baghdad, fortemente fortificata, che ospita l’ambasciata americana, altre missioni diplomatiche e edifici governativi, secondo l’agenzia di stampa statale irachena citando i militari.

Non ci sono state perdite significative, nemmeno questa volta, si legge nella nota delle autorità irachene. Le forze di sicurezza hanno trovato un lanciarazzi e hanno smantellato due missili pronti per essere sparati sul sito. Attacchi in segno di vendetta per la morte di Qassem Soleimani e Muhammad al Muhandis, uccisi il 3 gennaio da attacchi aerei americani.

Graziella Giangiulio