
Le elezioni parlamentari irachene del 2025 si profilano come un evento cruciale per il futuro politico del paese, un crocevia dove nuove alleanze e partiti emergenti stanno rapidamente ridefinendo il panorama politico nazionale. L’attenzione è alta sui principali partiti in lizza, così come sulle formazioni di nuova creazione pronte a influenzare l’esito del voto.
Il Movimento Sadrista, chiamato ora “Movimento Nazionale Sciita”, guidato da Muqtada al-Sadr vede come obiettivo primario e dichiarato di ampliare la sua influenza all’interno della componente sciita irachena. Al Sadr punta, infatti, a un significativo guadagno di consensi. Nel frattempo, il Quadro di Coordinamento, la coalizione che include partiti filo-iraniani come il Fatah Alliance e lo Stato della Legge, si trova ad affrontare una crisi interna che ne minaccia la stabilità in vista delle elezioni. L’eventuale perdita di seggi a favore del Movimento Sadrista rappresenta una seria preoccupazione per la coalizione.
Mohammed al-Halbousi guida il Taqaddum e il Blocco Sunnita, una delle principali forze politiche sunnite in Iraq, che ha però subito una recente perdita di parlamentari, potenzialmente riducendone l’influenza. I movimenti di protesta, che hanno caratterizzato il paese negli ultimi anni, potrebbero trasformarsi in nuove formazioni politiche, portando avanti richieste di riforme e miglioramenti nella governance.
Nel contesto di intenso movimento della politica interna irachena, il tema degli accordi in vista delle elezioni del prossimo Ottobre 2025 è diventato preponderante, specialmente nel dibattito sui rapporti tra il Primo Ministro Mohammed Shiaa al Sudani, il leader della Coalizione per lo Stato di Diritto Nouri al Maliki e il leader del Movimento Sadrista, Muqtada al Sadr. Quello che i leader politici temono sarebbe proprio un ritorno di Muqtada al Sadr che possa sconvolgere gli attuali equilibri e indebolire l’influenza del Quadro di coordinamento, con fonti interne al Movimento Sadrista che indicano la possibilità di conquistare il 40% dei seggi sciiti e rimodellare, così, la scena politica secondo un progetto nazionale.
Viene inoltre sottolineato come un ritorno di al Sadr all’attività politica e alla partecipazione alle prossime elezioni potrebbe causare la perdita di almeno 50 seggi del Quadro di coordinamento nei governatorati sciiti, ipotizzando che al Sadr stia sondando il terreno politico prima di annunciare ufficialmente il suo ritorno e che le prossime elezioni potrebbero rappresentare un punto di svolta. Ad aggiungersi, la decisione di al Sadr di esortare i suoi seguaci ad aggiornare i registri elettorali che ha generato un terremoto all’interno della casa sciita, rivelando una mossa strategica per testare proprio il sostegno popolare e rappresentando una sfida diretta per le forze del Quadro di Coordinamento, esponendole al rischio di perdere elettori. Allo scenario si aggiunge inoltre che al Sudani si starebbe preparando a candidarsi alle elezioni da solo, azione che potrebbe indebolire ulteriormente l’influenza delle forze del Quadro di coordinamento all’interno del Parlamento.
L’appello di Nouri al Maliki a un’alleanza con al Sadr viene visto come un passo preventivo per impedire un riavvicinamento tra quest’ultimo e al Sudani. Il Movimento patriottico iracheno ha confermato che un eventuale ritorno sulla scena politica non implicherà una collaborazione con il Quadro di coordinamento nel prossimo governo, mentre al Maliki ha dichiarato che il Quadro di coordinamento continuerà nel prossimo governo anche se al Sadr dovesse tornare a far parte del processo politico senza far parte del Quadro. La decisione finale di al Sadr in merito alla partecipazione alle prossime elezioni, secondo alcune fonti, dovrebbe essere annunciata la sua decisione entro un mese o poco più.
Parallelamente a queste “vecchie” dinamiche e giochi di potere tra i partiti consolidati, nuovi accordi e coalizioni sono emersi nei primi mesi dell’anno volti a ridefinire gli equilibri di potere in Iraq. Mahmoud al Mashhadani, Presidente del Parlamento, ha promosso la formazione della “Coalizione per la Leadership Sunnita Unita”, che raggruppa figure chiave della politica sunnita: il presidente del parlamento iracheno, Mahmoud al Mashhadani, il capo dell’alleanza per la sovranità, Khamis al Khanjar, il capo dell’alleanza Azm, Muthana al Samarrai, il capo del partito Jamahiriya, Ahmed al Jubouri, e Ziad al Janabi, capo del blocco dell’Iniziativa.
L’iniziativa, volta a tutelare i diritti della componente sunnita, si è concretizzata con una riunione consultiva presso la sede dell’Alleanza per la Sovranità, durante la quale si è discusso di un programma politico incentrato sui diritti delle città liberate, sull’amnistia generale e sul rientro degli sfollati. Tuttavia, l’assenza di Mohammed al-Halbousi, leader del partito Taqaddum, ha fatto emergere divisioni interne alla leadership sunnita. Muthanna al-Samarrai, capo dell’Alleanza Azm, ha sottolineato l’importanza dell’unità sunnita, invitando al-Halbousi a partecipare agli incontri della coalizione. Al Samarrai ha inoltre affermato che la questione delle Forze di Mobilitazione Popolare (sciogliere le milizie e assumere i miliziani nell’esercito) non è stata affrontata all’interno della Coalizione e ha negato la presenza di fazioni nelle regioni sunnite.
Secondo alcune fonti, la formazione della coalizione e l’iniziativa di al Mashhadani, considerato inizialmente una figura “non controversa” e sostenuto dalle forze sciite, fanno presagire una “ribellione” e un possibile ribaltamento degli accordi politici preesistenti. Ad aggiungersi, Abdullah Athil al Nujaifi, leader sunnita. Il quale ha annunciato proprio in questi ultimi giorni, il lancio di un nuovo partito politico, “al Masar al Watani” (La Via Nazionale), con l’intenzione di partecipare alle elezioni parlamentari irachene del 2025, con un focus sulla ricostruzione di Niniveh usata come simbolo di resilienza. Anche il partito Muttahidoon guidato da Osama al-Nujaifi e l’Azm Alliance con a capo Muthanna al-Samarrai, hanno raggiunto un accordo politico per presentarsi congiuntamente alle prossime elezioni parlamentari. Questa alleanza, come affermato proprio da Osama al-Nujaifi, segnerebbe un passo significativo verso il rafforzamento dell’influenza politica di Mosul nel prossimo parlamento. Ha sottolineato che la coalizione porrà fine all’emarginazione della città e ripristinerà il suo equilibrio politico. Dall’altra parte il Parlamentare Hadi al Amiri ha sottolineato l’importanza per le Forze di Mobilitazione Popolare di avere un blocco parlamentare forte.
Il quadro politico iracheno si presenta quindi in movimento, con le elezioni del 2025 che rappresentano un test cruciale per la stabilità del paese e per la capacità del Primo Ministro al-Sudani di rinnovare il proprio mandato, con il movimento sadrista e le nuove formazioni politiche pronte a guadagnare terreno e influenzare la direzione futura del paese.
Elisa Cicchi
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