IRAQ. Daesh: autobombe e IED. Vecchi metodi, nuova strategia

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In Iraq, Daesh è tornata a compiere attentati in vecchio stile e questo preoccupa le autorità locali che hanno cercato di negare l’accaduto fino alla fine. In effetti, Daesh in meno di 24 ore è tornata a compiere attacchi trappolati. Tutti questi eventi hanno voluto colpire posti di blocco delle forze di sicurezza, quelle per capirci che servono per evitare proprio gli attacchi a sorpresa.

Nello specifico, Daesh, dunque, è riuscito a piazzare delle autobombe in posti strategici sotto gli occhi della sicurezza irachena in pieno giorno. Si tratta di una modalità operativa che ha terrorizzato l’Iraq dal 2012 al 2016. Nella giornata del 1 settembre dopo una serie di attacchi a Tuz Khormatu, Daesh ha preso di mira un posto di blocco sulla strada Tikrit – Kirkuk e nel pomeriggio ha parcheggiato un’autobomba nella periferia del distretto industriale al Sinaa, di Ramadi, di fronte a un posto di blocco delle forze irachene.

La Security Media Cell parla di feriti tra uomini della sicurezza e passanti (due donne). Daesh risponde con dei comunicati: uno in cui parla di attacco contro uomini dell’esercito iracheno a Ramadi con un’autobomba che provoca otto vittime tra morti o feriti. E successivamente posta una infonotizia A’Maq agenzia di stampa dello Stato Islamico che oramai è chiamata in causa solo per eventi di primo piano.

L’Agenzia riporta la notizia di otto vittime tra militari e personale di polizia iracheni, uccisi e feriti, quando i combattenti dello Stato islamico hanno fatto esplodere un’autobomba a un posto di blocco nella capitale dell’Anbar Ramadi. On line account locali hanno postato dell’attacco il video che mostrava l’attacco al punto di controllo della SWAT all’ingresso del distretto industriale di Ramadi.

Il territorio lasciato dalle forze occidentali, rientrate per l’emergenza del Covid 19, e lasciato nelle mani degli iracheni è tramo ad essere quindi lo scenario ideale per le nuove operazioni di Daesh che torna a mettere in scena sceneggiature già viste negli anni passati.

Redazione