IRAQ. Al Kazemi visto da Teheran: sottomesso agli americani

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L’Iran va all’attacco del premier iracheno, Mustafa al Kazemi, definendo poco chiaro il suo percorso politico-amministrativo e poco chiari i suoi obiettivi.

A sferrare i colpi è l’agenzia Mehr, secondo cui ad al Kazemi sono stati affidati «4 compiti strategici sensibili: il primo è migliorare le condizioni di vita e salvare l’economia irachena dal collasso; il secondo è preparare le elezioni parlamentari anticipate: il terzo è liberare l’Iraq dall’occupazione americana e il quarto è combattere i corrotti e consegnarli alla magistratura».

Compiti disattesi. «D’altra parte, una delle sue priorità più importanti era aprire la strada alle elezioni parlamentari anticipate, ma anche queste sono state ignorate, e durante il suo mandato non ha fatto alcun passo, come se avesse voluto rimanere primo ministro fino alla fine dell’attuale parlamento».

Ma «Al-Kazemi ha ignorato le priorità dell’Iraq» prosegue Mehr. Gli è stato ripetutamente ricordato la necessità di farlo, e c’è chi afferma che la condizione principale per cui i partiti sciiti sono d’accordo è l’impegno a mettere in atto la decisione del parlamento di espellere le forze di occupazione americane e, nonostante ciò, non vi è stato il minimo tentativo di cacciare le forze di occupazione americane fuori dall’Iraq».

Quindi, prosegue l’agenzia iraniana, «è chiaro che il Primo Ministro iracheno Mustafa Al-Kazemi ha trasformato tutte le priorità e posto altre questioni in cima alle sue priorità (…) Lascia che le forze americane si muovano comodamente in Iraq senza pressioni e introduci cambiamenti misteriosi e sospetti nell’architettura di sicurezza irachena (…) La situazione della sicurezza irachena è stata circondata dall’ambiguità alla luce dei cambiamenti nella struttura di sicurezza del paese ed è diventata più chiara dopo la nomina di Abdul-Ghani Al-Asadi a capo del servizio di sicurezza nazionale iracheno (…)

Al-Asadi è un ex membro del regime di Saddam, ed è stato espulso ufficiosamente e ufficialmente licenziato dall’allora primo Ministro Adel Abdul-Mahdi circa due anni fa. Sulla base di quanto precede, collocare una persona con questo record in cima alla piramide del servizio di sicurezza nazionale iracheno potrebbe contenere vari messaggi, senza dubbio, con l’obiettivo di soddisfare gli americani (…) Inoltre, le azioni militari americane in Iraq, incluso il test del sistema missilistico da parte dell’ambasciata americana in Iraq, mostrano che Al-Kazemi ha lasciato Washington con la libertà di prendere decisioni sul territorio iracheno, poiché le forze statunitensi hanno violato la sovranità nazionale irachena.

Vale la pena notare che il test missilistico sul territorio di un paese indipendente viola il diritto internazionale, tuttavia il primo Ministro iracheno rimane riluttante ad adottare misure decisive per prevenire il ripetersi di tali azioni illegali da parte delle forze di occupazione americane (…) scopriamo poi che il Primo Ministro iracheno ha avuto un importante ruolo, nascosto, nei sabotaggi volti a spostare le priorità irachene per soddisfare le richieste americane».

Tommaso dal Passo