IRAQ. 48 candidati alla carica di Premier: le piazze esplodono

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Le proteste in Iraq continuano: i manifestanti di Baghdad e di altre province hanno rinnovato, infatti, la loro ferma opposizione ai candidati dei vari Partiti alla carica di primo Ministro che stanno emergendo negli ultimi giorni. 

Secondo quanto si apprende da fonti giornalistiche locali, il presidente della Repubblica iracheno, Barham Salih, ha già ricevuto la candidatura di ben 48 persone alla carica di primo Ministro. A questa carica dovrebbe concorrere anche Qusay al-Suhail a seguito di un accordo tra tra Muqtada al- Sadr e Iyād ʿAllāwī. La coalizione Al-Binaa, invece, attende la risposta del Tribunale federale in modo che possa presentare il suo candidato alla carica di primo Ministro. Nel frattempo, il rappresentante del blocco parlamentare di Al-Sadiqoun, Uday Awad, ha dichiarato di aver raccolto le firme per rimuovere il presidente Barham Salih dal suo incarico con l’accusa di tradimento, falsa testimonianza e violazione della costituzione. Quanto dichiarato, tuttavia, non rispecchia la posizione dell’intera Al-Sadiqoun che si è in parte dissociata da questa iniziativa. 

La Victory Alliance di al-Abadi – terza coalizione nelle elezioni del 2018 – ha affermato che non voterà nessuna legge elettorale che non soddisfi il popolo. Sebbene la legge con relative modifiche (oggi si discute dei distretti elettorali) dovrebbe esser portata in aula per la votazione lunedì, si evidenzia che molti partiti politici stanno cercando di mantenere a tutti i costi l’attuale parlamento e di non dissolverlo, ritardando lo svolgimento delle elezioni. In controcorrente, l’ex primo Ministro Ayad Allawi ha affermato che il suo movimento supporta le elezioni anticipate in Iraq, nonostante si sia appreso dell’accordo con Sadr per la nomina di Qusay al-Suhail. 

Per quanto riguarda ancora le mobilitazioni delle piazze, Il coordinamento delle manifestazioni nel governatorato di Karbala ha confermato, il 21 dicembre, che l’obiettivo delle proteste rimane cambiare l’attuale sistema di governo in Iraq e non sostituirne uno corrotto con uno corrotto.

Il Dhi Qar – così come Baghdad – rimane uno dei centri più importanti delle proteste. I manifestanti hanno bruciato il quartier generale del Partito Da’wa e dell’organizzazione Badr a Nassiriya e che il capo della polizia di Dhi Qar ha ordinato di formare un comitato investigativo sull’assassinio dell’attivista Ali Al-Asami, avvenuto nei giorni scorsi. Infine, nel governatorato di Muthanna segnalate nuove proteste: gli studenti universitari di Rumaythah continuano le loro proteste anche oggi con un sit-in. 

Redazione