
La Francia e l’Iran hanno effettuato uno scambio di prigionieri. L’Iran ha rilasciato due presunte spie francesi il 07 aprile, Cécile Kohler, 41 anni, e Jacques Paris, 72 anni, in cambio del ritiro della denuncia presentata da Parigi contro Teheran presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) delle Nazioni Unite, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa IRNA, citando alcune fonti. Secondo l’agenzia iraniana, le autorità francesi, invece, in base ad un accordo hanno anche rilasciato la traduttrice iraniana Mahdieh Esfandiari, professoressa all’Università Lumière di Lione 2, arrestata nel 2025 con l’accusa di “apologia del terrorismo”. Esfandiari, può tornare in Iran quando vuole. Era stata condannata a un anno di carcere e attualmente si trovava agli arresti domiciliari.
Parigi ha ottenuto il rilascio dei cittadini francesi detenuti che erano stati arrestati nel maggio 2022 nella Repubblica Islamica -dove la coppia si trovava ufficialmente in vacanza- per spionaggio a favore dei servizi segreti francesi e d’Israele e per collaborazione in atti criminali contro la sicurezza iraniana. Infatti, i servizi segreti iraniani li sospettavano di aver tentato di fomentare disordini durante le proteste degli insegnanti che chiedevano aumenti salariali. La Francia aveva presentato ricorso alla CIG, sostenendo che Teheran non aveva concesso loro protezione consolare. Tuttavia, in seguito, la CIG ha annunciato di aver archiviato il caso relativo alla loro detenzione su richiesta della Francia. In realtà Kohler e Paris erano stati rilasciati dal carcere iraniano a novembre. Tuttavia, i due erano rimasti bloccati nella sede diplomatica francese a Teheran, poiché le autorità iraniane non permettevano loro di lasciare il Paese.
Nel mese scorso, il Presidente francese Emmanuel Macron si era speso in più occasioni affinché i due connazionali fossero estradati sul suolo francese. Macron aveva dichiarato di aver parlato con il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian esortandolo e sollecitandolo a consentire il loro ritorno in Francia il prima possibile. La loro liberazione è stata salutata dalle autorità francesi come un importante successo diplomatico, le quali hanno anche ringraziato l’Oman per il suo ruolo di mediazione nel garantirne il rilascio. I due francesi hanno lasciato l’Iran, sono partiti via terra verso l’Azerbaigian, poco prima dell’annuncio di un cessate il fuoco provvisorio tra Stati Uniti e Iran, e sono rientrati in patria con un volo l’08 aprile, dove Macron li ha accolti al Palazzo dell’Eliseo. Sono stati accompagnati per tutto il tragitto dall’ambasciatore francese a Teheran, Pierre Cochard.
Parlando con i giornalisti, la coppia ha definito “inferno” il carcere di Evin, in Iran, dove sono detenuti molti prigionieri politici e dissidenti. “Abbiamo vissuto orrori quotidiani”, ha detto Kohler. Paris ha affermato di essersi sentito “costantemente minacciato” durante la detenzione. Ha raccontato che non avevano “il diritto di leggere, né di scrivere. Ogni volta che uscivamo dalla cella, ci bendavano gli occhi”, aggiungendo che “uno degli obiettivi era probabilmente quello di spezzarci”, ma “non ci siamo spezzati. Testimonieremo, parleremo apertamente e torneremo a goderci la vita”.
Paolo Romano
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