IRAN. Rouhani divide le province a seconda dei casi di coronavirus

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L’epidemia di coronavirus in Iran non ha ancora raggiunto il suo apice, il che significa che il numero di infezioni e di morti è ancora in aumento. Il presidente Hassan Rouhani ha illustrato un’altra “nuova decisione” che divide le province iraniane in tre categorie, bianca, gialla e rossa, a seconda del livello della crisi sanitaria.

Rouhani ha detto che i santuari e i siti religiosi saranno riaperti in 127 aree descritte come “aree bianche” su attestazione del ministero della Salute, entro la fine della prossima settimana o a metà di Ramadan, cioè verso la metà di maggio, riporta Radio Farda.

Questo mentre Hossein Erfani, presidente dell’Ufficio per le malattie contagiose del ministero della Salute, ha avvertito in un’intervista alla TV di stato iraniana sabato sera che «la gente non deve pensare che l’epidemia sia finita e può andare in giro come vuole», aggiungendo che la gente deve restare a casa se non ha niente di importante da fare all’esterno. Nel frattempo, il consigliere comunale di Teheran Mohammad Javad Haqshenas ha detto che il 40-45 per cento della popolazione della capitale iraniana vive sotto la soglia di povertà e ha bisogno del sostegno finanziario del governo.

Haqshenas ha detto che la situazione finanziaria nei sobborghi di Teheran è più critica e che milioni di persone che vivono lì non possono sbarcare il lunario se il governo non li aiuta, aggiungendo che il Comune di Teheran e la Fondazione Mostazafan hanno in programma di estendere l’assistenza finanziaria a cinquemila ambulanti a Teheran, ma ci sono più persone in difficoltà, tra cui altri cinquemila senzatetto.

Il 25 aprile, il ministro della Cultura Abbas Salehi ha avvertito il presidente del Consiglio comunale di Teheran, Mohsen Hashemi, di non rivelare fatti e cifre su coloro che sono stati colpiti dall’epidemia, in quanto i “media nemici” potrebbero approfittarne. L’avvertimento è arrivato dopo che Hashemi ha detto alla stampa che il numero delle persone colpite dall’epidemia è molto più alto delle cifre del governo. Hashemi ha detto che i consiglieri hanno un migliore accesso al bilancio dei morti perché controllano il cimitero di Teheran, Behesht-e Zahra.

Nel frattempo il presidente Rouhani, che la scorsa settimana ha ordinato la riapertura delle attività a basso e medio rischio, ha detto il 26 aprile che nelle province meridionali più calde dell’Iran, i centri commerciali possono ora rimanere aperti fino alle 20.00. Rouhani ha inoltre aggiunto che le preghiere potrebbero essere riprese anche in quelle aree sulla base di alcuni protocolli, anche se non ha approfondito ulteriormente.

Recenti notizie indicano che un forte calo delle entrate fiscali e petrolifere del governo iraniano ha reso difficile per l’amministrazione di Rouhani estendere l’assistenza finanziaria alle persone in difficoltà, tanto che il 26 aprile ha invitato i ricchi a donare cibo e denaro ai poveri. 

Antonio Albanese