IRAN. Rohuani scrive a Khamenei: è un errore bocciare i candidati riformisti

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Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato di aver scritto al leader della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, per esprimere le sue rimostranze sulla recente squalifica di alcuni candidati alle presidenziali, tra cui il suo vicepresidente Es’haq Jahangiri, da parte del Consiglio costituzionale del paese in vista delle elezioni presidenziali del mese prossimo.

La squalifica di Jahangiri, così come dell’ex presidente del Parlamento Ali Larijani, ha innervosito il campo riformista in Iran, che aveva intenzione di schierare il primo come candidato principale alle elezioni del 18 giugno, riporta Press Tv.

Il rifiuto ha anche rinnovato un dibattito tra l’Ufficio della Presidenza iraniana e il Consiglio costituzionale sull’interpretazione della Costituzione iraniana, dove definisce l’area di responsabilità del presidente. Parlando ad una riunione del suo gabinetto il 26 maggio, il presidente Rouhani ha detto di non aver avuto altra scelta che scrivere alla Guida, perché il Consiglio costituzionale ha respinto in passato la sua interpretazione dell’articolo 113 della Costituzione iraniana.

Secondo l’articolo 113 della Costituzione iraniana, il presidente dell’Iran è il secondo più alto funzionario del paese, dopo il Leader, e il presidente è responsabile «per l’attuazione della Costituzione e agisce come capo dell’esecutivo, tranne che per le questioni che riguardano direttamente l’ufficio della leadership».

Rouhani usa questo articolo per significare che il presidente iraniano deve garantire l’attuazione della Costituzione da parte di tutti i rami del governo iraniano, non solo l’esecutivo, che egli dirige, assumendo un ruolo di supervisione della presidenza. Ma, in risposta a un’inchiesta costituzionale nel 2012, il Consiglio costituzionale aveva già respinto una tale interpretazione dell’articolo 113. Nelle sue osservazioni, il presidente Rouhani ha lasciato intendere di aver trovato le recenti squalifiche da parte del Consiglio in violazione della Costituzione e ha detto di aver voluto inviare una notifica al Consiglio, ma l’organo di controllo lo aveva respinto in passato sulla base della sua interpretazione dell’articolo 113.

Rouhani ha sottolineato che un’affluenza elevata è comunque fondamentale.

Le fazioni riformiste hanno detto che la squalifica del loro principale candidato avrebbe sgombrato il campo di battaglia per Ebrahim Raeisi, il capo della magistratura iraniana e il candidato preferito del campo tradizionalista, per correre senza rivali. Lo stesso Raeisi ha detto di aver negoziato tranquillamente con parti sconosciute per assicurare la qualificazione di più candidati. Non ha però detto quali candidati.

Nel frattempo, il Fronte di Riforma iraniano ha detto che non ha nessun candidato alle elezioni presidenziali del 2021, anche se uno dei candidati approvati, Mohsen Mehr-Alizadeh, è un riformista, vicepresidente sotto l’ex presidente Mohammad Khatami, e un altro, Abdol-Nasser Hemmati, l’attuale governatore della Banca Centrale dell’Iran, è associato al presidente Rouhani e alla fazione moderata.

Lucia Giannini