Rouhani: accordo sul nucleare in sei mesi

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IRAN – Teheran. 28/09/13. L’Iran riprende i contatti con l’Occidente e si riapre uno spiraglio di dialogo. Il nuovo Presidente iraniano Hassan Rohani sta lanciando messaggi significativi verso un progetto di distensione.

Anche il Segretario di Stato Usa John Kerry al termine dell’incontro con il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif Zarif ha dovuto ribadire che i toni sono molto diversi rispetto al passato e che ci sono state varie proposte interessanti da valutare. L’incontro tra omologhi dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, oltre al capo della diplomazia di Berlino, Guido Westerwelle, vede allo stesso tavolo le alte diplomazie di Washington e Teheran per la prima volta dopo la lontana rivoluzione iraniana del 1979.

Il Presidente Rohani ha, da parte sua, ribadito che la soluzione alla questione nucleare iraniana risiede nel riconoscimento, da parte di tutti gli altri stati, del diritto iraniano di poter seguire le stesse regole valide per gli altri paesi, nel rispetto delle leggi internazionali in materia, compreso il diritto ad arricchire uranio in patria per scopi civili. Ha poi aggiunto che «anche Israele dovrebbe aderire al Trattato di non proliferazione senza ulteriori indugi, ponendo il suo arsenale atomico sotto il controllo internazionale, per un Medio Oriente denuclearizzato. Nessun Paese dovrebbe essere dotato di armi atomiche» ha sentenziato Rohani, aggiungendo che un accordo sul nucleare con i Paesi occidentali «potrebbe essere trovato entro sei mesi». Il presidente iraniano ha poi proposto di istituire il 26 settembre di ogni anno come giornata mondiale per l’abolizione del nucleare. Ha assicurato che tali parole sono state discusse e condivise con la Guida Suprema, l’Ayatollah Khamenei, perché è necessario trovare un accordo sul nucleare. L’auspicio è proprio quello che la soluzione della questione energia atomica iraniana possa spianare la strada ad ulteriori accordi tra i governi di Iran e Stati Uniti. Intervistato dalla PBS, il presidente iraniano ha ricordato: «Siamo alla ricerca di una soluzione che possa garantire i diritti del popolo iraniano e se ci sono preoccupazioni ragionevoli, siamo disposti a rivedere le posizioni e porre fine a queste».

Hassan Rouhani ha rammentato che il suo paese è membro del Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari, che collabora con l’Agenzia Atomica Internazionale e che ha sempre acconsentito le ispezioni ai suoi impianti. Come sappiamo non è mai stato trovato nulla che potesse far pensare ad un utilizzo improprio del programma iraniano, ossia rivolto ad obiettivi militari. Ha ricordato che il nucleare è per il popolo iraniano un simbolo di orgoglio e che questo non è disposto a rinunciare al diritto di usare questa tecnologia, esattamente come fanno tutti gli altri. Il Presidente iraniano ha poi voluto sottolineare che le sanzioni nei confronti del suo paese sono improprie e ingiuste «Riteniamo le sanzioni fondamentalmente illegali e le reputiamo una soluzione drammatica dal punto di vista umanitario visto che vanno a colpire la popolazione comune, i malati e i bambini».

Da 35 anni l’Iran non aveva relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti pertanto rispondendo ad una domanda Rouhani ha ribadito che sarà necessario ristabilire una rete di incontri per ricomporre i rapporti, la strada certo è ancora lunga. Intanto per il prossimo 28 ottobre è prevista una nuova riunione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica in cui sarà possibile continuare a discutere sulle modalità di attuazione e verifica dell’utilizzo del nucleare a soli scopi civili in cui è inclusa anche Teheran.