IRAN. Mosca appoggia i passi nucleari di Teheran se l’UE non si muove

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Il presidente del Comitato nucleare del Parlamento iraniano, Mohammad Ebrahim Rezaei, ha detto che, poiché gli europei non hanno preso alcuna misura specifica per adempiere ai loro obblighi nei confronti dell’accordo nucleare iraniano, l’Iran farà il suo quinto passo per ridurre i suoi impegni per l’accordo: «Secondo gli articoli 26 e 36 del Jcpoa, nel caso in cui le parti non rispettino gli obblighi in egual misura, una parte è autorizzata a ridurre unilateralmente i suoi impegni», riporta l’agenzia Tasnim. Come quarto passo per ridurre gli impegni del Jcpoa, l’Iran ha iniettato gas nelle centrifughe IR6 e ha ripreso l’arricchimento dell’uranio nell’impianto nucleare di Fordow all’inizio di novembre.

L’Iran ha detto che invertirà i suoi passi nucleari non appena gli altri firmatari torneranno ai loro impegni. Secondo l’agenzia iraniana, i paesi firmatari europei dell’accordo non hanno finora onorato i loro impegni, uno dei quali era quello di normalizzare i legami commerciali con l’Iran. L’Ue ha proposto l’istituzione di un meccanismo finanziario, denominato Instex, per continuare gli scambi commerciali con l’Iran senza subire sanzioni da parte degli Stati Uniti, ma il meccanismo non è ancora operativo.

Il 22 dicembre scorso, il Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, il Contrammiraglio Shamkhani, aveva avvertito che l’Iran ridurrà ulteriormente gli impegni per l’accordo nucleare se le parti europee non avessero rispettato i loro impegni: «Teheran ha avviato diversi passi per ridurre i suoi impegni nucleari pacifici al fine di mantenere e bilanciare gli impegni assunti nell’ambito del Jcpoa e se gli europei non rispetteranno i loro obblighi, noi faremo il quinto passo», aveva detto Shamkhani.

Nell’anniversario del ritiro degli Stati Uniti dal Jcpoa, Teheran ha annunciato che ogni 60 giorni farà un passo indietro rispetto agli obblighi del Jcpoa, a meno che gli altri firmatari dell’accordo non rispettino gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo stesso.

Ha osservato che dopo il ritiro degli Stati Uniti, le tre parti europee firmatarie dell’accordo si sono impegnate a garantire gli interessi economici dell’Iran in conformità con il Jcpoa e a mantenere vivo l’accordo, ma finora non sono riuscite ad attuare misure pratiche per salvare l’accordo.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif a Mosca il 30 dicembre proprio sul Jcpoa, e sulle relazioni bilaterali.

«A causa della linea distruttiva che Washington continua a portare avanti, questo importante risultato della diplomazia internazionale… rischia di andare in pezzi», ha detto Lavrov in riferimento all’accordo nucleare, aggiungendo che «i colleghi dell’Unione Europea» non hanno rispettato pienamente l’accordo. Ha poi aggiunto, riporta Cgtn, che la Russia esigerà il pieno rispetto sia dagli Stati Uniti che dall’Ue, nel qual caso l’Iran potrà tornare ad adempiere ai suoi obblighi in conformità con l’accordo. In caso contrario, l’accordo dovrebbe essere considerato «non più esistente», ha detto.

Parlando dei legami bilaterali, Lavrov ha detto che la visita di Zarif è stata “molto tempestiva”, osservando che le due parti hanno opinioni comuni su molte questioni regionali e internazionali.

Zarif ha anche elogiato le relazioni bilaterali tra Iran e Russia e ha sottolineato che queste continueranno a svilupparsi e ad andare avanti: «A differenza degli altri che alimentano l’insicurezza e la belligeranza, l’Iran e la Russia cercano la stabilità e la sicurezza nella regione e nel mondo, ed entrambi i Paesi hanno iniziative regionali simili e parallele»; le due nazioni sono «al più alto livello in questa delicata situazione» e l’Iran è determinato a migliorare e ad approfondire queste relazioni. 

Graziella Giangiulio