IRAN. La nuova minaccia passa per il mare

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Solo nel 2021, le forze navali iraniane e la Guardia Rivoluzionaria hanno irrobustito la flotta con il cacciatorpediniere Alvand, quattro sottomarini Martoob al-Sabehat 15 Type e 110 motoscafi da combattimento. L’Iran ha piani ambiziosi per costruire un cacciatorpediniere da 6.000 tonnellate e sottomarini giganti, aveva detto il contrammiraglio Amir Rastegari, che dirige l’organizzazione delle industrie marine del ministero della Difesa iraniano, all’agenzia di stampa Mehr nell’aprile 2021.

L’aumento delle forze navali in Iran rappresenterebbe una minaccia crescente per i paesi vicini. L’Alvand, la più recente nave della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran, è stata varata il 19 dicembre, riporta Defense News; la Marina di Teheran non ha subito alcuna modernizzazione per decenni. Ora, il paese sta iniziando programmi autonomi per aggiornare la sua attuale flotta di navi di superficie.

L’Iran ha tre sottomarini diesel-elettrici di costruzione sovietica della classe Kilo, lunghi 74 metri. Il suo arsenale sottomarino comprende anche due sottomarini costieri diesel-elettrici di classe Fateh, che sono lunghi 48 metri e sono stati messi in linea all’inizio del 2019, così come 23 mini-sommergibili di classe Ghadir basati sulla tecnologia nordcoreana di classe Yono.

In modo non convenzionale, l’Iran ha due forze navali: le sue forze navali regolari e la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Tuttavia, hanno missioni e scopi operativi diversi: «La Marina dell’Irgc e la Marina iraniana hanno due strutture di comando separate. Anche se alcune delle loro responsabilità si sovrappongono, la differenza principale è nei metodi e nelle strategie di funzionamento».

Mentre l’Irgc si concentra su tattiche hit-and-run e operazioni asimmetriche utilizzando imbarcazioni veloci, la Marina tradizionale consiste di fregate, sottomarini e corvette; entrambe le forze armate condividono la stessa missione di difendere la terraferma iraniana nel Golfo Persico.

Un’altra differenza tra le due marine è il loro rispettivo teatro di operazioni: «La Marina della Guardia Rivoluzionaria è incaricata di missioni di combattimento in particolare nella regione del Golfo Arabico, mentre la Marina regolare opera principalmente nel Mar Arabico e nel Golfo di Oman e sta cercando di espandersi al Mar Rosso».

Le due forze navali si differenziano anche per mezzi: la Marina comprende vecchie fregate e corvette ottenute negli anni ’70 da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, la Guardia Rivoluzionaria si basa su motoscafi, barchini lanciamissili, navi lanciasiluri e navi telecomandate. A causa delle sanzioni sulle armi all’Iran, la Marina si affida a vecchi sistemi e a progetti locali che sono stati sviluppati sulla base della tecnologia procurata dai paesi occidentali.

Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni alle attività con l’Iran sotto varie autorità legali dal 1979, dopo il sequestro dell’ambasciata statunitense a Teheran. Non c’è menzione di un budget per la modernizzazione navale nella legge di bilancio presentata dal presidente Ebrahim Raisi al parlamento il 12 dicembre.

Tommaso Dal Passo