IRAN. Il patto con la Cina farebbe di Teheran un Vassallo di Pechino

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Il progetto di accordo di cooperazione strategica tra Cina e Iran indica un riavvicinamento economico e militare tra i due paesi. Anche se il progetto non ha ancora ricevuto l’approvazione degli organi legislativi iraniani e non sarà firmato prima del 2021, la sola usa esistenza sta dando vita a una serie di speculazioni su possibile nuovi scenari geopolitici.

La notizia del patto è emersa subito dopo la visita del presidente cinese a Teheran, dove Xi Jinping ha incontrato il leader supremo dell’Iran Ali Khamenei, che avrebbe approvato l’accordo, riporta The Diplomat.

Il riavvicinamento, riporta La Croix, tra i due paesi era certamente già visibile negli ultimi anni, ma l’accordo, che dovrebbe durare 25 anni, impegnerebbe Pechino a investire 400 miliardi di dollari in Iran in una varietà di settori come infrastrutture, telecomunicazioni e trasporti. Prevede inoltre la presenza di soldati cinesi sul territorio iraniano per la supervisione di progetti finanziati da Pechino e un diritto di prelazione cinese sulle opportunità legate ai progetti petroliferi iraniani.

Un simile sbilanciamento lascia intendere una grande debolezza economica del regime iraniano, duramente colpito dalle sanzioni statunitensi dopo il ritiro di Washington dal Jcpoa nel 2018 dall’accordo nucleare. Le sue esportazioni, così come il suo commercio estero, sono state fortemente ridotte e oggi il presidente Hassan Rohani sta affrontando forti pressioni interne per far uscire il Paese da questa crisi economica, aggravata dalla pandemia.

In questo contesto, la Cina rappresenta un grande interesse strategico per l’Iran. In termini economici prima di tutto, Pechino è certamente già il primo partner commerciale di Teheran, ma i massicci investimenti finanziari e tecnologici previsti consentirebbero all’economia iraniana di stabilizzarsi e, di conseguenza, rafforzerebbero la legittimità del regime iraniano.

Da un punto di vista diplomatico, la Cina potrebbe servire da paravento diplomatico per Teheran riducendo il peso degli Stati Uniti e le sue sanzioni sul paese finendo per consolidare il regime iraniano, trasformandolo in un “vassallo” di Pechino.

Per il Celeste Impero, il riavvicinamento all’Iran porterebbe benefici energetici sicuri e dislocando lì la sua forza militare, il potere cinese si sarebbe anche garantito un punto d’appoggio strategico nella regione per lo sviluppo della Nuova Via della Seta. La Cina, poi, si posizionerebbe ancora più direttamente come uno dei principali concorrenti degli Stati Uniti, indebolendo l’egemonia americana nella regione.

Antonio Albanese