IRAN. È attiva la ferrovia tra Russia e Iran: INSTC operativo

138

Un primo treno merci russo è arrivato alla stazione ferroviaria iraniana di Sarakhs, nella provincia di Khorasan-Razavi, al confine con il Turkmenistan, il 12 luglio.

Stando a Irna, lo sviluppo del trasporto ferroviario è importante nel contesto dello sviluppo accelerato del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud, Instc. Un grande obiettivo del corridoio è quello di fornire alla Russia un sostanziale accesso commerciale di import-export al Golfo Persico e al Mare di Oman, cioè l’Oceano Indiano, attraverso l’Iran, consentendole anche di sviluppare legami commerciali con i vicini arabi dell’Iran a ovest, riporta BneIntellinews.

L’Instc è in discussione da anni, con scarsi progressi tangibili nella realizzazione del progetto, ma ha preso nuova vita visto che i Paesi occidentali hanno tagliato l’accesso ai trasportatori russi dopo l’invasione dell’Ucraina. La rotta iraniana offre ora a Mosca opzioni sempre più vitali per il commercio con l’India e altri punti a est.

Il treno merci russo starebbe trainando 39 container con materiali da costruzione destinati all’India. È partito dalla stazione di Chekhov, nella regione di Mosca, prima di percorrere 3.800 chilometri per raggiungere Sarakhs.

Il ministro iraniano delle strade e dello sviluppo urbano Rostam Qassemi ha dichiarato che la locomotiva si sposterà al porto di Shahid-Rajei, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran. Da lì, i container con il carico andranno in India via mare.

«Grazie ai buoni accordi e ai contratti stipulati con Paesi come la Russia, il Kazakistan e il Turkmenistan, nonché alla disponibilità di questa rotta per la consegna di merci russe a Paesi come l’India, il treno continuerà a viaggiare lungo questo percorso», ha dichiarato Qassemi.

L’Islamic Republic of Iran Shipping Lines, Irisl, ha assegnato 300 container per il trasporto di merci sulla rotta Russia-India-via-Iran, riportava Mehr l’11 luglio.

I sostenitori dell’Instc sottolineano come il corridoio offra percorsi più brevi rispetto alle alternative che passano per il Canale di Suez.

Luigi Medici