IRAN. Danni economici enormi creati dalla disconnessione da Internet 

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Il blackout di internet in Iran, giunto ormai al 75° giorno a causa della guerra, si sta trasformando in una vera e propria crisi economica

L’organizzazione di monitoraggio di internet NetBlocks descrive il blackout come il più lungo blocco nazionale di internet mai registrato in una società connessa. Le restrizioni stanno paralizzando il settore privato iraniano e aggravando la pressione su un’economia già provata da anni di sanzioni e inflazione, riporta Gulf News.

Il blackout, imposto dopo l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele alla fine di febbraio, ha gravemente compromesso il commercio online, le transazioni finanziarie, le comunicazioni e le attività industriali in tutto il paese.

Secondo Bloomberg, NetBlocks stima che le restrizioni siano già costate all’economia iraniana oltre 2,6 miliardi di dollari. Il New York Times ha riportato separatamente che, secondo le stime dei funzionari iraniani, il conflitto ha colpito direttamente e indirettamente fino a tre milioni di posti di lavoro.

Per molti iraniani, l’impatto è immediato e personale: tra la crescente ondata di lavoratori intrappolati tra le conseguenze della guerra, le sanzioni e le restrizioni di internet imposte dal governo. 

Imprenditori e analisti affermano che il blocco di internet in sé, piuttosto che la sola campagna di bombardamenti, sta diventando uno dei principali fattori scatenanti del collasso economico; secondo le stime ci sarebbero 2,6 miliardi di dollari di perdite economiche; un milione: posti di lavoro già persi e due milioni come disoccupazione indiretta aggiuntiva stimata dalle autorità; 3,5 milioni i lavoratori potenzialmente colpiti dalla contrazione industriale; 80 milioni di dollari in perdite giornaliere stimate per l’economia digitale iraniana durante il blocco

Gli analisti affermano che il blocco non solo sta interrompendo le comunicazioni, ma sta anche accelerando la recessione, i licenziamenti e i danni a lungo termine al settore privato e all’economia digitale iraniana.

Il principale quotidiano finanziario iraniano, Donya-e Eqtesad, avrebbe descritto i danni come un “terremoto silenzioso” che ha colpito l’economia con la stessa violenza degli attacchi statunitensi e israeliani.

L’impatto è stato particolarmente grave per l’economia digitale iraniana, un tempo in forte crescita: Digikala, spesso definita “l’Amazon dell’Iran”, avrebbe licenziato circa 200 dipendenti, mentre Kamva, una piattaforma di e-commerce iraniana, ha annunciato la chiusura definitiva dopo mesi di interruzioni e restrizioni di internet.

I dirigenti del settore affermano che le aziende online che dipendevano da Instagram, WhatsApp e dalla pubblicità digitale hanno visto il traffico crollare quasi da un giorno all’altro. Anche le aziende ancora operative stanno lottando con i sistemi di pagamento, le catene di approvvigionamento e la comunicazione con i clienti.

Antonio Albanese

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