IRAN. Chi ha scritto il piano di pace per l’Ucraina che Teheran ha dato a Mosca?

153

Il 31 agosto l’Iran ha affermato di aver consegnato alla Russia una “iniziativa di pace” per porre fine alla guerra in Ucraina. La proposta sarebbe arrivata da un leader europeo non indicato.

Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha annunciato la consegna dell’iniziativa accanto all’omologo russo Sergey Lavrov durante una conferenza stampa a Mosca, riporta BneIntellinews. La proposta, ha detto, era stata originariamente presentata al Presidente iraniano Ebrahim Raisi.

In precedenza, l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna aveva affermato che era stato il Presidente francese Emmanuel Macron a veicolare la proposta di pace attraverso Teheran. Tuttavia, nessun funzionario ha confermato il nome di Macron.

«Ci sono idee per aiutare a stabilire la pace e a fermare i combattimenti in Ucraina, e le ho condivise con il signor Lavrov», ha detto Amir-Abdollahian, aggiungendo che la proposta includeva punti sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove si teme che i bombardamenti di artiglieria possano causare un incidente nucleare, e sui prigionieri di guerra.

Sebbene l’Iran abbia più volte chiesto di fermare i combattimenti in Ucraina attraverso il dialogo, non ha condannato la Russia per aver invaso l’Ucraina e ha accusato la Nato di aver provocato una situazione che si è trasformata in un conflitto armato portando avanti i suoi piani di espansione.

Dall’inizio della guerra, Mosca, sottoposta a una fitta serie di sanzioni senza precedenti da parte dell’Occidente, si è rivolta all’Iran per creare scambi e investimenti alternativi, aprire nuove rotte di esportazione per la spedizione di merci russe e fornire assistenza militare sotto forma di droni da combattimento. Il Presidente russo Vladimir Putin ha visitato Teheran a luglio, dove ha incontrato Raisi, la Guida Suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei e anche il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

A Mosca, Amir-Abdollahian ha ripetuto una precedente dichiarazione secondo cui l’Iran stava esaminando con attenzione la risposta di Washington a una proposta di testo finale per la restituzione del Jcpoa redatta dall’Unione Europea. Ha aggiunto, senza approfondire: «Abbiamo bisogno di garanzie più forti dalla controparte per avere un accordo sostenibile».

Amir-Abdollahian è tornato anche su un’altra difficoltà irrisolta, ovvero le indagini non completate da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite su presunte tracce di uranio sospette e altre prove scoperte in relazione al programma nucleare iraniano. L’Aiea dovrebbe eliminare le sue «indagini politicamente motivate» sul lavoro nucleare di Teheran prima di qualsiasi nuovo accordo Jcpoa, ha dichiarato l’alto diplomatico iraniano, in riferimento al modo in cui Teheran sostiene che il suo nemico Israele abbia architettato l’avvio delle indagini.

Luigi Medici