IRAN. Anche i Pasdaran provano nuovi missili

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Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sparato un gran numero di missili balistici superficie a superficie e hanno testato nuovi droni prodotti in Iran durante la recente esercitazione militare nel centro del paese.

Il 15 gennaio, la televisione di stato iraniana ha dato ampio risalto all’evento.

L’esercitazione, che secondo la televisione di stato, ripresa da Defence Web, è stata supervisionata dal comandante delle Guardie rivoluzionarie, il generale Hossein Salami, nella regione del deserto centrale, è arrivata nei giorni di calo delle tensioni con l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

L’esercitazione ha seguito i test missilistici navali a corto raggio tenuti presso il Golfo di Oman, così come le esercitazioni di questo mese che hanno visto la partecipazione di una vasta gamma di droni di produzione nazionale: «I droni da bombardamento hanno colpito l’ipotetico scudo missilistico nemico da tutte le direzioni, distruggendo completamente i bersagli (…) Inoltre, un numero abbondante di missili balistici di nuova generazione sono stati lanciati su obiettivi selezionati, infliggendo colpi mortali alle ipotetiche basi nemiche», ha detto la trasmissione televisiva riferendosi all’esercitazione di venerdì 15 gennaio.

L’Iran ha uno dei più grandi programmi missilistici del Medio Oriente, Teheran li considera una forza deterrente e di ritorsione contro gli Stati Uniti e altri avversari in caso di guerra.

Ci sono stati scontri periodici tra le forze militari iraniane e statunitensi nel Golfo dal 2018, quando Trump ha abbandonato l’accordo nucleare iraniano del 2015 con le potenze mondiali e ha ripristinato una serie di pesanti sanzioni contro Teheran.

Il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, che si andrà ad insediare il 20 gennaio prossimo, ha detto che Washington intende rientrare nell’accordo «se l’Iran riprenderà a rispettare rigorosamente» nucleare quanto previsto dal Jpcoa. L’accordo sul nucleare imponeva rigidi limiti alle sue attività nucleari della Repubblica Islamica in cambio della revoca delle sanzioni.

Maddalena Ingrao