INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Rischi per l’uomo, denuncia una lettera aperta dei dipendenti delle società IA

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Proseguono le polemiche sui controlli e sia rischi legati allo sviluppo di modelli di Intelligenza artificiale. Rischi politici, e rischi esistenziali per l’essere umano legati proprio alle nove tecnologie algoritmiche. 

Un gruppo di attuali ed ex dipendenti di aziende di intelligenza artificiale, tra cui quella sostenuta da Microsoft, OpenAI e Alphabet, DeepMind il 4 giugno ha sollevato preoccupazioni sui rischi posti dall’emergente tecnologia IA.

Nella lettera si afferma che le motivazioni finanziarie delle società di intelligenza artificiale ostacolano un controllo efficace, riporta Reuters.

“Non crediamo che strutture personalizzate di governo societario siano sufficienti per cambiare la situazione”, aggiunge la lettera.

Mette inoltre in guardia sui rischi derivanti da un’intelligenza artificiale non regolamentata, che vanno dalla diffusione della disinformazione alla perdita di sistemi di intelligenza artificiale indipendenti e all’approfondimento delle disuguaglianze esistenti, che potrebbero provocare “l’estinzione umana”.

I ricercatori hanno trovato esempi di generatori di immagini di aziende tra cui OpenAI e Microsoft che producono foto con disinformazione relativa al voto, nonostante le politiche contro tali contenuti.

Le società di intelligenza artificiale hanno “deboli obblighi” nel condividere informazioni con i governi sulle capacità e sui limiti dei loro sistemi, afferma la lettera, aggiungendo che non si può fare affidamento su queste aziende per condividere tali informazioni volontariamente.

La lettera aperta è l’ultima a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza della tecnologia dell’intelligenza artificiale generativa, che può produrre in modo rapido ed economico testo, immagini e audio simili a quelli umani.

Il gruppo ha esortato le aziende di intelligenza artificiale a facilitare un processo per gli attuali e gli ex dipendenti per sollevare preoccupazioni relative ai rischi e a non applicare accordi di riservatezza che vietano le critiche.

Separatamente, l’azienda guidata da Sam Altman, OpenAI, ha dichiarato giovedì scorso di aver interrotto cinque operazioni di influenza segrete che cercavano di utilizzare i suoi modelli di intelligenza artificiale per “attività ingannevoli” su Internet.

Luigi Medici 

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