INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Le IA entrano direttamente in politica: votereste per loro?

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Non solo India: tra le elezioni che hanno visto l’utilizzo di IA nella campagna elettorale, molti paesi asiatici hanno visto l’utilizzo di strumenti IA in momenti delicati delle elezioni. 

Ad esempio, quando Prabowo Subianto ha voluto ammorbidire la sua immagine tra i giovani elettori indonesiani, il team della sua campagna ha tirato fuori un volto sorridente: una versione digitale di se stesso in stile cartone animato, riporta Nikkei.

Nelle sue due precedenti candidature senza successo, il generale in pensione ha cercato di presentarsi come un leader forte, immagine che non bucava l’elettorato giovanile che anzi vedevano il generale come un pericolo. Il suo avatar digitale, parte di una corsa per la presidenza dell’Indonesia quest’anno, ha dimostrato come il potere dell’Intelligenza Artificiale sia basilare in contesti delicati per diversi motivi come ad esempio nelle elezioni in Asia quest’anno.

La traduzione tramite intelligenza artificiale ha avuto un ruolo importante nelle recenti elezioni generali in un’India linguisticamente diversificata. Il partito al potere Bharatiya Janata ha utilizzato l’intelligenza artificiale per doppiare i discorsi del primo ministro Narendra Modi, pronunciati in hindi, in altre otto lingue, inclusa un’interpretazione in tempo reale in tamil.

Anche il Giappone, dove la tecnologia ha un ruolo minore in politica, ha trovato usi per l’intelligenza artificiale. Nel frattempo, il Regno Unito ha prodotto il primo “candidato AI” al mondo. L’uomo d’affari Steve Endacott è in corsa per un seggio a Brighton nelle elezioni generali del mese prossimo, ma si è impegnato a lasciare le decisioni effettive a “AI Steve”, un alter ego digitale sviluppato dalla sua azienda. AI Steve può ricevere feedback dai suoi elettori 24 ore su 24 e elaborare politiche basate su di esso.

Alcuni usi della tecnologia non sono così benigni. Prima delle primarie statali americane per le imminenti elezioni presidenziali, gli elettori democratici hanno ricevuto chiamate automatizzate da una riproduzione AI della voce del presidente Joe Biden che diceva loro di non votare.

La Federal Communications Commission ha affermato che le chiamate robotiche che utilizzano tali deepfake sono illegali. Un gruppo di 20 aziende tecnologiche, tra cui Microsoft e Meta, si sono impegnate a collaborare per combattere le interferenze elettorali legate all’intelligenza artificiale.

Alcuni stanno lavorando su misure di salvaguardia come limitare le domande a cui i chatbot possono rispondere sulle elezioni e implementare filigrane digitali per identificare i contenuti creati dall’intelligenza artificiale.

Altri usi dell’intelligenza artificiale nelle elezioni rientrano in un’area grigia dal punto di vista legale. In Indonesia, un deepfake del defunto dittatore Suharto ha esortato gli elettori a sostenere il suo ex partito in un video realizzato con l’intelligenza artificiale generativa.

Dopo le elezioni in Pakistan a febbraio, è circolato sui social media un video AI di un discorso di vittoria dell’ex primo ministro Imran Khan, che è in carcere con l’accusa di corruzione.

I ricercatori stanno esaminando l’idea di utilizzare l’intelligenza artificiale per assumere alcuni ruoli di elettori e di politici in quella che è stata soprannominata “democrazia aumentata”.

Cesar Hidalgo, capo del Centro per l’apprendimento collettivo di Tolosa, in Francia, ha proposto di incorporare nel processo decisionale i “gemelli digitali” formati sulle preferenze politiche degli individui. Queste rappresentazioni digitali permetterebbero agli elettori di fornire feedback sulle politiche proposte in modo più diretto rispetto alla scelta dei rappresentanti ogni pochi anni.

A maggio, durante le elezioni indiane, il think tank Policy 4.0 ha pubblicato i risultati di un esperimento utilizzando “gemelli AI”. Una volta fornite le opinioni politiche e le priorità dei singoli elettori, sono stati in grado di prevedere per quale delle due principali coalizioni ciascuno avrebbe votato con una precisione superiore al 90%.

La politica 4.0 sostiene che questi gemelli IA possono aiutare gli elettori a scegliere candidati che effettivamente corrispondono alle loro convinzioni politiche senza essere influenzati dalla disinformazione. 

Sarà vero o saranno anch’essi frutto di manipolazione informativa? 

Tommaso Dal Passo 

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