
Il Servizio di Intelligence Estero dell’Estonia, Välisluureamet, ha pubblicato il suo annuario del 2026, offrendo una valutazione realistica del contesto di sicurezza che lo Stato baltico si trova ad affrontare. Nelle 86 pagine del rapporto Tallinn sostiene che la Russia rimane la principale minaccia.
Secondo Välisluureamet, il Cremlino sta solo fingendo di proseguire i colloqui di pace, cercando invece di ricucire i rapporti bilaterali con Washington e formalizzare la sconfitta dell’Ucraina. Nonostante un apparente disgelo, Mosca continua a considerare gli Stati Uniti come il suo principale avversario, pur sforzandosi di rimodellare l’ordine internazionale e affermare lo status di grande potenza. Il rapporto afferma che il tentativo della Russia di spodestare il governo filo-occidentale della Moldavia è fallito, ma sono probabili ulteriori sforzi. Una svolta mediata dagli Stati Uniti tra Armenia e Azerbaigian è vista come una battuta d’arresto geopolitica per Mosca, che potrebbe rispondere con un’ampia campagna di influenza in Armenia il prossimo anno, riporta BneIntelliNews.
Nella regione del Mar Baltico, definita da Mosca “macroregione Baltico-Scandinava”, la Russia sta cercando di ricostruire reti di influenza e di oscurare le sue intenzioni strategiche. Isolata dai principali circoli politici e culturali occidentali, starebbe anche elaborando iniziative parallele per smorzare la propria immagine all’estero.
L’economia bellica russa è sotto pressione. Mentre il settore della difesa è in rapida espansione, i settori civili sono in contrazione e le pressioni economiche stanno aumentando. Il rapporto estone rileva che la produzione di munizioni di artiglieria è aumentata di oltre diciassette volte dal 2021, il che segnala i preparativi per un conflitto prolungato o futuro. Allo stesso tempo, la Russia sta espandendo le unità di sistemi senza pilota in tutti i rami delle sue forze armate.
I servizi segreti estoni evidenziano abusi diffusi all’interno delle forze armate russe e avvertono del crescente controllo ideologico in patria, tra cui restrizioni più severe sui media indipendenti e una maggiore pressione durante le elezioni della Duma di Stato del 2026. Oltre alla Russia, il rapporto segnala un rafforzamento della cooperazione tra Mosca e Pechino. Richiama inoltre l’attenzione sulle ambizioni tecnologiche della Cina, sulla raccolta di fondi all’estero della Corea del Nord per i programmi di armamento e sui rischi strategici posti dall’intelligenza artificiale.
Anna Lotti
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