INDOPACIFICO. Seul è alternativa a Nuova Delhi nel QUAD

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Il conflitto in corso in Ucraina e l’elezione di una nuova leadership conservatrice a Seul potrebbero reimpostare il posto della Corea del Sud nel più ampio panorama geopolitico indo-pacifico. Inoltre, l’impegno dell’India a mantenere solidi legami con la Russia ha provocato una crepa all’interno del gruppo del Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza, meglio noto come Quad, che unisce gli Stati Uniti, il Giappone, l’Australia e l’India in funzione di contenimento della Cina.

Nonostante abbia tenuto un cordiale incontro di alto livello con alti funzionari indiani all’inizio di questo mese, l’amministrazione Biden ha messo in guardia Nuova Delhi contro qualsiasi sforzo che potrebbe minare le sanzioni dell’Occidente contro la Russia, riporta AT. Durante la loro recente visita a Kiev, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin e il segretario di Stato americano Antony Blinken hanno chiarito che l’attuale strategia dell’America non è altro che il pieno contenimento della Russia.

Alti funzionari indiani, nel frattempo, hanno apertamente messo in discussione sia l’ascendente morale degli Usa che la fattibilità di ridurre le importazioni di armi ed energia russe del paese. Biden ha risposto menzionando i “problemi propri” dell’India con i diritti umani e la democrazia, mentre il Pentagono ha indicato potenziali sanzioni se Nuova Delhi procede con l’acquisto del sistema avanzato di difesa missilistica russo S-400; accuse rimandate al mittente da Nuova Delhi.

Il riemergere di frizioni strutturali nelle relazioni USA-India ha aperto la strada al potenziale sorgere di quadri alternativi nell’Indo-Pacifico. Si starebbe aprendo la strada per un ruolo più attivo della Corea del Sud; nei prossimi anni, la Corea del Sud cercherà probabilmente un ruolo più importante nei raggruppamenti strategici emergenti “Quad Plus” e “G7 Plus”.

Il presidente sudcoreano entrante Yoon Suk-yeol ha dichiarato la sua volontà di “rivedere positivamente l’adesione” a un Quad allargato, così come per le riunioni allargate del G7.

In questo quadro, l’India, la seconda nazione più popolosa dell’Asia, rimarrà probabilmente un obiettivo strategico importante per l’Occidente nel prossimo futuro. Tuttavia, le tensioni strutturali dell’India con l’Occidente non scompariranno presto; il ministro delle Finanze indiano Nirmala Sitharaman ha chiarito che l’India manterrà le sue solide relazioni di difesa con la Russia poiché sono una questione di sicurezza nazionale.

Il ministro degli Affari esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar gli ha fatto eco, sostenendo che «l’approccio dell’India dovrebbe essere guidato dalle nostre convinzioni e valori nazionali, dal nostro interesse nazionale e dalla nostra strategia nazionale». Questo battibecco diplomatico tra India e America ha riportato l’attenzione sulla Corea del Sud, che ha segnalato la sua volontà di diventare un attore chiave negli affari regionali.

Il nuovo leader sudcoreano ha promesso di aiutare le potenze che la pensano come lui, in particolare gli Stati Uniti, a far progredire insieme «la libertà, la pace e la prosperità attraverso i valori democratici liberali e la cooperazione sostanziale». Il presidente eletto sostiene che il suo paese dovrebbe abbandonare la “timidezza” e la sua posizione “vistosamente silenziosa” nei confronti delle potenze autoritarie in favore di “un ruolo di leadership” su questioni internazionali chiave. La posizione sino-scettica di Yoon è quindi consequenziale, proprio a causa dell’emergere di Seul come un attore importante nei mercati globali della difesa stante la preponderante presenza in questo mercato.

Sotto Yoon, la Corea del Sud probabilmente sfrutterà la sua robusta industria della difesa e le sue forze armate per giocare un ruolo maggiore nella regione in tandem con gli Stati Uniti e altri alleati.

Lucia Giannini