INDIA. Un inno al WC

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Film e servizi igienici sono le star dell’ultimo film di Bollywood che getta la luce su una delle sfide più recenti intraprese da Narendra Modi: la defecazione aperta.

Il protagonista è la star Akshay Kumar, e il titolo è: Toilet, A love story (Toilet Ek Prem Katha). È la storia delle vicende che un proprietario di un negozio di biciclette deve affrontare per costruire un gabinetto per la moglie che lo abbandona perché si rifiuta di andare nei campi come altre donne del villaggio. È ispirato alla vera storia di una donna dell’India centrale che ha lasciato il marito perché non c’era un wc nella loro casa.

Il tema ha molta risonanza in un paese in cui metà degli 1,3 miliardi di persone “la fanno” all’aperto, esponendo, in particolare donne e bambini, alle malattie.

Il governo di Narendra Modi sta procedendo per costruire milioni di servizi igienici per soddisfare il suo impegno a porre fine alla pratica antigienica entro il 2019. Ma come risulta, il problema non è solo l’accesso alle latrine, ma il cambiamento del comportamento in una società in cui molte persone la considerano una pratica sana. I fautori del governo sottolineano che le statistiche sulle latrine costruite in migliaia di villaggi sono prive di significato, poiché solo la metà è in uso. La diffusa resistenza culturale all’utilizzo di latrine nell’India rurale nasce anche dalla credenza che le latrine siano impure e inquinanti e che non si possa avere un gabinetto sotto lo stesso tetto della cucina.

Il film affronta alcuni di questi problemi perché, dopo tutto, Bollywood è uno dei maggiori influenzatori di comportamento sociale del paese, riporta VoA. La questione sta emergendo come importante nella società indiana; il film mette in evidenza come le donne, con i volti coperti, si debbano avventurare nei campi prima dell’alba. Un altro ostacolo nella campagna per diffondere i bagni e il loro utilizzo è il sistema delle caste dell’India, in cui solo le caste inferiori dovrebbero pulire le toilette. Molti abitanti dei villaggi stanno rifiutando le latrine perché i pozzi dovrebbero essere svuotati manualmente una volta ogni pochi anni, un compito che le caste più basse non sono più disposte a fare e che le altre non vogliono fare perché considerato impuro.

Questo film che promuove l’igiene, sottolinea il paradosso di un paese in cui convivono settori all’avanguardia e una classe media in forte contrasto con le credenze tradizionali profondamente radicate in migliaia di villaggi. Gli esperti tuttavia sottolineano che la battaglia dovrà essere vinta poco alla volta e avvertono che i casi di funzionari zelanti che costringono la gente a utilizzare le latrine di recente costruzione per far centrare l’obiettivo all’India di porre fine alla defecazione aperta possono essere controproducenti.

Lucia Giannini