INDIA. S400 cinesi sull’Himalaya, Nuova Delhi ripensa la sua difesa contro Pechino

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Il PLA ha aggiornato la base aerea di Hotan nello Xinjiang e quella di Nyingchi in Tibet. Entrambe le basi sono appena al di là del LAC in Ladakh e Arunachal Pradesh rispettivamente, con il PLA che schiera squadroni S-400 per proteggerle dalla minaccia aerea indiana.

Come riporta l’Hindustan Times Il Capo di Stato Maggiore della difesa indiana, il generale Bipin Rawat, ha detto che la difesa aerea stava diventando sempre più complessa nel contesto più ampio della proposta di istituire un comando di teatro di difesa aerea. Ha detto che c’erano grandi utilizzi dello spazio aereo, non limitati solo ad aerei ed elicotteri.

Lo stallo in corso con l’esercito cinese nel Ladakh orientale con la presenza di due squadroni di sistemi antiaerei S-400 nella base aerea di Hotan nello Xinjiang e nella base aerea di Nyingchi in Tibet, appena attraverso Ladakh e Arunachal Pradesh rispettivamente, ha costretto a un ripensamento sulla difesa aerea e sulle contromisure. A questo scenario sempre più complesso si aggiungono Uav armati, droni a sciame, missili e razzi, che ora fanno parte dei sistemi d’arma autonomi del Pla. L’India dovrebbe ottenere cinque squadroni di sistemi S-400 dalla Russia, a partire dal dicembre 2021, la cui potenza è tale che può colpire un caccia a 400 chilometri di distanza. Forse, questo è il motivo per cui l’Aeronautica Militare Indiana sta facendo affidamento sul missile aria-terra Hammer sul caccia Rafale come arma del futuro, poiché il missile non ha bisogno di essere sparato dall’alto; abbraccia semplicemente le caratteristiche della montagna, zooma in altezza quando si avvicina al bersaglio e poi lo distrugge dall’alto verso il basso con un angolo di novanta gradi con la capacità di aggiustamenti dell’ultimo minuto del bersaglio utilizzando tre diversi sistemi di guida oltre al GPS.

La IAF ha già testato il missile Hammer ed è già nelle sue disponibilità, con i francesi che offrono anche lo sviluppo e la produzione congiunta di questa potente arma a lungo raggio. Con il sistema di difesa aerea sotto la sfida di un avversario tecnologicamente avanzato nel nord, la domanda fondamentale che viene posta è se l’India dovrebbe investire in più aerei ed elicotteri o sistemi autonomi che detteranno le guerre future. Mentre l’IAF è stata incaricata di avere 42 squadroni di aerei, ciascuno con 18 aerei, la forza attuale è di circa 30 con il potenziale di altri sei squadroni da aggiungere.

Con il nuovo scenario a Nuova Delhi si pensa che l’India debba creare più reggimenti armati di UAV, razzi e missili che possono eliminare le truppe e le difese aeree dell’avversario. È proprio per queste ragioni che l’esercito indiano chiederà al governo l’acquisizione di droni Predator armati.

Gli Stati Uniti si sono anche offerti di addestrare il personale indiano sulla sicurezza informatica, poiché i sistemi di difesa sono vulnerabili ai cyberattacchi. È abbastanza evidente che gli scenari di guerra stanno cambiando con le portaerei, le basi aeree e gli basi militari tutti sotto la minaccia di missili a lunga distanza. Il futuro sta nei radar a lungo raggio che possono captare la posizione del nemico in profondità nel suo territorio e un missile a risposta rapida che cancella la potenziale minaccia.

L’India, secondo il giornale indiano, deve pensare alla Cina, non al Pakistan, «perché il principale avversario è cambiato».

Antonio Albanese