INDIA. Pressione finanziaria sui giornali del Kashmir da parte di Nuova Delhi

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Le agenzie di stampa nella regione del Kashmir controllata dall’India sono sotto una crescente pressione finanziaria, dato che le autorità impediscono a più di 30 case editrici di ricevere pubblicità dallo stato. Il Dipartimento dell’Informazione e delle Relazioni Pubbliche della regione questo mese ha rimosso 10 giornali in Kashmir e 24 pubblicazioni nella regione di Jammu da una lista di pubblicazioni autorizzate a ricevere entrate pubblicitarie statali.

Anche se alcuni sono stati rimossi per non aver soddisfatto i requisiti, riporta VoA, a molti è stato detto che avevano presumibilmente violato la legge sui media implementata a maggio 2020. Secondo la nuova legge, il direttore dell’informazione della regione ha il potere di sospendere immediatamente gli annunci pubblicitari se si ritiene che una pubblicazione abbia travisato le informazioni, violato una linea guida o non sia riuscita a soddisfare gli standard, comprese le cifre minime di circolazione.

Il provvedimento è stato introdotto per costruire la fiducia del pubblico, aumentare la consapevolezza delle iniziative del governo e combattere le fake news o i tentativi di utilizzare i media per incitare o “propagare qualsiasi informazione pregiudizievole per la sovranità e l’integrità dell’India”.

La policy dei media e l’assegnazione della pubblicità del governo solleva due questioni chiave: in primo luogo, la perdita di un’importante fonte di reddito per molti giornali della regione potrebbe portare al licenziamento dei giornalisti; in secondo luogo, le case editrici potrebbero fare dei tagli al numero o alla dimensione delle edizioni stampate, o addirittura essere costrette a chiudere le testate; potrebbe anche incoraggiare l’autocensura.

La mossa è vista come un altro mezzo per l’India di mettere sotto pressione le agenzie di stampa in Kashmir. I giornalisti della regione hanno subito un aumento degli attacchi, delle detenzioni e delle pressioni, così come il divieto di Internet ad alta velocità da quando il primo Ministro indiano ha revocato lo status speciale del Kashmir nell’agosto 2019. Abrogando lo status, l’India ha spogliato lo stato a maggioranza musulmana dell’autonomia, compreso il diritto alla propria costituzione e all’indipendenza per impostare le proprie leggi e politiche.

Reporter without Borders ha detto che la repressione dell’accesso all’informazione nella regione ha “pesantemente influenzato” la posizione dell’India nel suo Indice mondiale della libertà di stampa l’anno scorso. Il paese è sceso a 142 su 180 paesi. L’India sostiene che le misure sono necessarie per fermare la diffusione di false informazioni e per portare stabilità nella regione, che è rivendicata sia dall’India che dal Pakistan ed è stata colpita da disordini e lotte separatiste.

Maddalena Ingrao