INDIA. La banca centrale aprirebbe alle banche create da società

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La proposta della Reserve Bank of India, Rbi, che potrebbe consentire alle grandi aziende di creare banche ha fatto scattare l’allarme. L’India ha una storia complessa con la proprietà di banche private, con tre fallimenti di alto profilo solo quest’anno: Yes Bank, la Punjab and Maharashtra Co-operative Bank, e più recentemente la Laxmi Vilas Bank. Ogni volta che una banca privata è fallita, ha creato un grosso problema all’autorità di regolamentazione.

Ma, riporta Atf, un gruppo di lavoro interno alla banca centrale ha raccomandato di permettere alle grandi aziende di creare banche e di concedere licenze bancarie a società finanziarie non bancarie o a banche ombra. Le società finanziarie non bancarie indiane potrebbero potenzialmente migliorare la stabilità finanziaria, ma consentire la proprietà delle banche a delle imprese è una sfida, perché la Rbi potrebbe faticare a controllare gli attori del settore non finanziario e le grandi società potrebbero dirottare le risorse in un momento in cui lo stato di salute del settore finanziario indiano è debole.

L’apparente salto di fiducia della Rbi nei confronti delle grandi banche private di proprietà delle grandi imprese non è senza precedenti. Negli ultimi due decenni, l’autorità di regolamentazione ha autorizzato le banche private nel settore privato in quattro fasi distinte. La prima è iniziata nel 1993, quando la Rbi ha concesso l’autorizzazione a 10 banche sulla base delle linee guida emanate quell’anno. Soddisfatta del funzionamento di queste banche, la Rbi ha rilasciato altre quattro licenze.

Poi nel 2010, incoraggiata dal fatto che il sistema bancario indiano è uscito in gran parte indenne dalla crisi finanziaria globale del 2008, la Rbi ha pubblicato un documento in cui invitava le associazioni bancarie e industriali, i consulenti, gli esperti, il governo e gli altri stakeholder; nel luglio 2013 la Rbi ha assegnato nuove licenze bancarie a 26 operatori privati selezionati.

La seconda fase della riforma è iniziata nel settembre 2015, con la concessione da parte di Rbi dell’approvazione di principio per la costituzione di 10 piccole banche finanziarie, seguita nell’agosto 2016 dall’annuncio delle licenze bancarie universali “on-tap” destinate alle Nbfc, ai privati qualificati e ad alcune società private per la richiesta di licenze bancarie. Finora, tuttavia, la RBI ha tenuto chiuse le porte alle grandi imprese per l’apertura delle banche.

Le prestazioni delle nuove banche create in India negli ultimi tre decenni sono state contrastanti. Delle 14 nuove licenze bancarie dal 1993, la Rbiha dovuto salvare quattro banche fallite, e ne ha dovute fondere altre tre con le migliori banche private come la Hdfc Bank, la Icici Bank e la Idbi Bank.

Il gruppo di lavoro della Rbi ritiene che permettere alle aziende di promuovere le banche possa essere un’importante fonte di capitale, e in un’economia affamata di capitale come quella indiana; ma questo non è un buon argomento, dice S&P Global Ratings. Rbi ha detto che per ora si tratta solo di suggerimenti.

Lucia Giannini