
Con l’incontro dei ministri degli Esteri dei Paesi del QUAD a Nuova Delhi il 26 maggio, appare sempre più evidente che il gruppo si sta orientando maggiormente verso l’economia piuttosto che verso la cooperazione militare.
Oggi si tiene l’incontro tra il ministro degli Esteri indiano, S. Jaishankar, e i suoi omologhi, il Segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri australiano Penny Wong e il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi, riporta The Week. Gli sviluppi geopolitici globali, come la posizione di svantaggio degli Stati Uniti sul fronte della guerra con l’Iran, hanno spinto il gruppo, nato con un carattere spiccatamente anti-cinese, ad abbandonare la sua dimensione militare per concentrarsi maggiormente sul commercio e su altri aspetti di cooperazione.
Il disgelo delle gelide relazioni tra India e Cina e le recenti aperture degli Stati Uniti verso Pechino hanno giocato un ruolo fondamentale in questo cambiamento di approccio.
Il QUAD, acronimo di Dialogo Quadrilaterale di Sicurezza, è nato con un dichiarato impegno per un “Indo-Pacifico libero, aperto e inclusivo” e per un “ordine internazionale basato sulle regole”, eufemismi che la Cina ritiene diretti contro di essa. Istituito nel 2007 e rilanciato nel 2017 dopo un periodo di inattività, il QUAD è composto da India, Stati Uniti, Australia e Giappone.
A dire il vero, l’aspetto militare del QUAD non è mai stato esplicitamente dichiarato. Il suo obiettivo dichiarato era invece quello di ampliare la cooperazione in materia di applicazione della legge marittima per sostenere gli sforzi volti a contrastare le attività marittime illecite, tra cui pirateria, traffico di droga, violazioni della sicurezza delle frontiere e pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, oltre agli sforzi umanitari e di mitigazione dei disastri. Ma la Cina non ne è mai stata del tutto convinta. A un certo punto, ha persino definito il QUAD una “mini-NATO”.
Il QUAD soffre di un difetto strutturale. Le sue sorti dipendevano dal grado di favore o sfavore di cui godeva presso il Presidente degli Stati Uniti. Dipendeva anche da quanto il Presidente intendesse promuovere l’agenda militare.
Nel suo primo mandato, il Presidente Donald Trump ha iniziato con un atteggiamento bellicoso nei confronti del QUAD, per poi adottare un tono conciliante nel suo secondo mandato.
Se da un lato gli Stati Uniti avevano coinvolto l’India per tenere a bada la Cina nel suo stesso cortile di casa, la crescente asimmetria militare tra la Cina e gli altri Paesi, inclusa l’India, avrebbe costretto gli Stati Uniti a ripensare il posizionamento del QUAD.
Il semplice fatto che il presidente Donald Trump si sia recato a Pechino per un vertice con il suo omologo cinese Xi Jinping dal 13 al 15 maggio, nella speranza di un ruolo attivo della Cina per convincere Teheran ad aprire lo Stretto di Hormuz, avrebbe garantito agli Stati Uniti un’uscita di scena invidiabile dall’Iran.
Ancora una volta, ciò non è accaduto. Il vertice di Pechino ha solo rafforzato la posizione della Cina, portandola allo stesso livello degli Stati Uniti, e la Cina si è rifiutata di collaborare. Inoltre, un riavvicinamento tra Stati Uniti e Cina avrebbe come conseguenza la riduzione dell’importanza strategica dell’India.
Tommaso Dal Passo
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