In Giamaica forte manovra fiscale

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GIAMAICA – Kingston. Il governo della Giamaica ha annunciato l’11 febbraio che l’isola caraibica sta lanciando un programma swap del suo debito, per cercare di fermare una «grave crisi economica» e soddisfare le condizioni previste per stipulare un nuovo patto con il Fondo monetario internazionale.

Nel corso di un discorso televisivo, il primo ministro Portia Simpson Miller ha detto uno vendita di titoli del debito pubblico, la seconda lanciata da un’amministrazione giamaicana negli ultimi tre anni,  sarebbe stata lanciata il giorno successivo. Nel complesso, il debito della Giamaica è superiore del 140% del suo Pil, uno dei più alti in tutto il mondo. Circa il 55% della spesa pubblica di Kingston è attualmente destinato al pagamento del debito e un ulteriore 25% va a pagare i salari. Tutto questo lascia solo il 20% per l’istruzione, la sicurezza, la salute e le altre funzioni. Nel frattempo, la disoccupazione è oltre il 14% e il dollaro giamaicano vive una costante perdita di valore. Il ministro delle finanze Peter Phillips ha invitato i possessori di titoli del debito pubblico ad accettare l’offerta, dicendo che essa permetterà al governo di ridurre i suoi debiti e il Pil di circa 8,5 punti percentuali all’anno fino al 2020. Il programma del 2010 ha sì abbassato i pagamenti di interessi del governo nel breve periodo, ma ha fatto poco per risolvere il problema di fondo, lasciando la quantità di capitale dovuto sostanzialmente intatta. Il patto con il Fondo monetario internazionale nel 2011è entrato in fase di stallo.