La ricetta Brasile per uscire dalla crisi

43

Ipojuca: oltre 40.000 operai impiegati nella realizzazione di una raffineria per la compagnia petolifera di Stato nel Nordest del Brasile. Altri cinquemila operai lavorano in un cantiere, in un altro progetto guidato dal governo.

Questi investimenti hanno generato un rialzo dei costi degli immobili e la disoccupazione è in calo, in questa regione lungo la costa atlantica, un tempo nota per la sua povertà. Di fronte alla crisi economica il presidente Dilma Rousseff sta accelerando una serie di progetti che mirano a smussare il rallentamento economico del Brasile. Il modello Brasile, sta imitando quello cinese, e in generale è quello dei paesi in via di sviluppo: ovvero utilizzare i soldi pubblici per costruire infrastrutture e preservare posti di lavoro, mantenendo la disoccupazione al minimo storico del 5,8 per cento, in calo dal 13 per cento di dieci anni fa. Ma ora questi ingenti somme spese cominciano a pesare su bilanci pubblici e si è creato un certo mal contento. Secondo gli esperti, il Brasile per lo sviluppo sta dipendendo troppo dal governo e questo secondo gli economisti, potrebbe creare un nuovo 1970. Dopo il boom economico degli anni ’60, incentivato con i soldi pubblici, infatti, si è giunti al decennio successivocon una rapida inflazione, bassa produttività e una radicale ristrutturazione di l’economia.