Manovre economiche cairote

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Il governo egiziano si sta muovendo su diversi fronti per risollevare le sue sorti economiche.

Morsi invierà a breve, infatti, una delegazione nella Corea del Sud per esaminare le possibilità di una cooperazione in diversi settori, nucleare incluso.

Secondo al Hayat, che riporta la notizia il 20 ottobre, l’Egitto ha tutte le intenzioni di riavviare la cooperazione con il colosso asiatico. La Samsung ha deciso, tra l’altro, di creare ilsuo primo centro di sviluppo e ricerca egiziano con un investimento di 300 milioni di dollari. Da canto suo, il Ministero del turismo del Cairo sta cercando di aprirsi una via nei flussi turistici coreani. 76mila sudocoreani hanno visitato l’Egitto ogni anno, prima della rivoluzione e il Cairo sta programmando il riprisitino di voli diretti da e verso la Corea del Sud. Nonostante il commercio bilaterale tra i due sfiori i 3 miliardi di dollari annui (per il 9% si trattsa di petrolio), l’export egiziano verso al Corea resta basso.

Ma nella sua ricerca di presenza economica e politica, il governo della Fratellanza guarda anche alla più vinca Turchia. La borsa del Cairo sta infatti studiando una “alleanza” con l’omologa turca, la borsa di Istanbul. A dicembre 2012 una delegazione egiziana incontrerà la dirigenza borsistica turca per studiare le future mosse. Secondo un preliminare di accordo, siglato nel giungo 2012, gli investitori egiziani potranno operare direttamente sul mercato turco con broker egiziani e viceversa.

A livello politico, poi, il Cairo si avvicina maggiormente ai Paesi della fascia mediterranea in diversi modi, L’Egitto è il Paese più grande e più popoloso, con una economia e un mercato da ricostruire, pena ripercussioni a catena in tutta l’area. Ad aiutare Morsi, starebbe intervenendo anche l’Algeria con un non meglio precisato aiuto di 2 miliardi di dollari. riporta la notizia il quotidiano egiziano al-Masry al-Youm.

L’aiuto algerino si andrebbe ad aggiungere a quello saudita e qatarino di giugno 2012.