III GUERRA MONDIALE. Lo scenario britannico sembra uscito dalla penna di Tom Clancy

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Sembra uscito dalla penna del compianto Tom Clancy, e forse lo è proprio, quanto descritto dal generale britannico Richard Shirreff, già Vice Nato Saceur, dell’invasione prossima futura della Russia dell’Estonia e della guerra con la NATO. 

Per gli appassionati del genere, il romanzo di Tom Clancy, da cui forse è stato tratto lo spunto per il servizio firmato dal generale britannico, è Command Authority pubblicato nel 2013. Grandiosa opera facente parte del ciclo dedicato al personaggio di Jack Ryan, sullo schermo Harrison Ford, il protagonista che muove i suoi primi passi nello stupendo The Hunt for Red October, la cui trasposizione cinematografica, vede Marco Ramius interpretato da Sean Connery. 

Bene andando a rileggere il volume, molto suo materiale sembra essere stato d’ispirazione per il servizio del generale Shirreff e sembra aver ispirato i suoi timori poi riportati in un lungo articolo per il giornale britannico Daily Mail. Nel servizio, Shirreff spiega e immagina come la Russia potrebbe attaccare la NATO nel prossimo futuro, descrivendone dettagliatamente le azioni e la tempistica in uno scenario realistico, che assomiglia molto a quello descritto nel romanzo statunitense. 

Nel suo intervento il generale britannico, si spinge ad affermare che l’Occidente potrebbe “perdere la Terza Guerra Mondiale”, in soli cinque giorni con l’ordine mondiale che cambia completamente, assomigliando molto ad un altro romanzo ucronico, The Third Empire. Russia As It Should Be, di Mikhail Yuryev. Insomma un bel mix che dovrebbe iniziare il prossimo 3 novembre. 

Secondo Shirreff, la Russia potrebbe lanciare un attacco su ordine di Pechino, prima incongruenza, non appena la Cina deciderà di impadronirsi di Taiwan, “per distrarre l’Occidente”, seconda incongruenza. Putin non gradirà certamente questo ruolo subordinato, osserva il generale britannico. Ma dato che “lo Zar potrebbe presto aver bisogno di ingenti risorse finanziarie e militari per evitare di essere rovesciato in patria dopo tre anni e mezzo di guerra in Ucraina”, “potrebbe quindi decidere di giocare al gioco cinese e quindi mettere a nudo tutte le debolezze dell’Europa”.

“Il presidente russo è un ex ufficiale del KGB che usa frasi come “La caduta dell’Unione Sovietica è stata una delle più grandi tragedie del secolo scorso”, sembra proprio Vladimir Putin, ma in realtà è una recensione del libro di Clancy del 2014. E il presidente della Russia di allora chi era? Vladimir Putin già ufficiale del KGB. 

“Attraverso fatti storici e situazioni accadute negli ultimi anni nella Federazione Russa e nei suoi dintorni, Command Authority dipinge un quadro cupo per l’Estonia. Il piccolo paese nordico è invaso dalle forze russe, in rappresaglia per “atti terroristici” contro il suo vicino orientale, e nonostante sia membro della NATO, l’alleanza non sembra essere intervenuta in sua difesa. La descrizione di Clancy della breve guerra, che include una mappa della città di Põlva, nell’Estonia sud-orientale, intitolata “La battaglia di Põlva”, fa venire i brividi, soprattutto a chi ha un legame con il paese, soprattutto perché l’azione è così incredibilmente realistica che si potrebbe davvero immaginare che tutto accada”, prosegue la recensione 

“Un altro aspetto, però, che rende il tutto fin troppo reale, è il fatto che Tom Clancy sia venerato come una sorta di profeta. L’autore ha in qualche modo previsto gli attacchi terroristici dell’11 settembre, anche se in Debito d’onore è stato un pilota giapponese a far schiantare il suo aereo contro il Congresso degli Stati Uniti. In un certo senso, ha anche previsto la guerra russo-georgiana e la cattura di Osama bin Laden”.

“Fortunatamente per l’Estonia, il presidente degli Stati Uniti in Command Authority non è un pacificatore di tendenze comuniste come accade nel mondo reale. Il presidente Jack Ryan (…) invia truppe per aiutare gli estoni a difendere il loro paese. E inoltre, quando l’azione si sposta a sud, in Ucraina, si assicura che gli americani facciano del loro meglio per aiutare il Paese – da cui effettivamente è nata la nazione russa – ad avere almeno una possibilità di combattere”. Prosegue la recensione estone del 2014, che sembra descrivere l’articolo del generale britannico.

Shirreff suggerisce che l’attacco russo alla NATO inizierà il 3 novembre 2025, alle 14:00 ora lituana. Ovviamente, non ci sono indicazioni concrete che uno scenario così cupo possa materializzarsi in quella data esatta. Ma il generale britannico presumibilmente sceglie questa opzione per illustrare le possibili dinamiche e tempistiche dopo l’inizio dell’attacco russo.

Quindi, Shirreff descrive questo scenario. La capitale lituana, Vilnius, e il resto del paese subiscono diffuse interruzioni di corrente, che si estendono presto a Estonia e Lettonia a causa di un virus sulle linee elettriche lituane. “Banche, uffici e ospedali sono chiusi. Il panico sta rapidamente crescendo negli Stati baltici: agenti e sostenitori russi dalla Bielorussia stanno causando rivolte, furti e saccheggi, costringendo le autorità a imporre il coprifuoco”, scrive il Generale. Molti dei colpi di scena del romanzo di Clancy, ancora oggi, vi terranno incollati alle pagine per la loro verosimiglianza, che ritroviamo nello scenario dipinto dal generale britannico. 

Ma andiamo avanti con l’articolo del Daily Mail. A questo punto, secondo Shirreff, “le interruzioni di corrente si stanno estendendo anche a Regno Unito, Francia e Germania”. Perché su quale base? Quale è il collegamento reale delle griglie elettriche tra i Baltici, la Germania, la Francia e Il Regno Unito? E la interdizione agli attacchi cyber russi, visto che il centro cyber della NATO è in Estonia? Non è detto. 

I leader occidentali invitano alla calma. Ma alle 7 del mattino del giorno successivo, il 4 novembre, l’Europa un’anatra zoppa, Putin annuncia che le truppe russe nell’enclave di Kaliningrad sono state messe in stato di massima allerta, ma nella realtà lo sono già da tempo, e stanno ammassando soldati ed equipaggiamento militare al confine con la Lituania, cosa che nella realtà c’è già da entrambi i lati del confine. Le autorità europee si precipitarono a parlare con Mosca, invano. 

Aperto il fuoco dall’enclave russa verso la Lituania, che risponde arrestando i militanti filo-russi, Putin decide di prendere il controllo del valico di Suwalki, l’unica striscia di confine, circa 100 chilometri, tra Lituania e Polonia, che collega Kalinigrad alla BIelorussia, e gli aerei russi prendono il controllo dei cieli sopra la zona. 

Nessun aereo NATO si alza in volo, secondo il generale, nessun intervento NATO verso Kalinigrad: enclave russa in pieno territorio NATO e UE. 

Il Segretario Generale della NATO Mark Rutte invoca l’Articolo 5 NATO. Putin continua ad attaccare la Lituania il 5 novembre, di fronte alla paralisi statunitense che in Lituania ha uomini e mezzi e che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso che non avrebbe lasciato. Nel frattempo, la Lituania è sotto assedio, ma sotto il controllo russo, come? Il valico di Suwalki sta diventando sempre più difficile da difendere per gli alleati. 

Scenario pesante, ma basta una cartina geografica e saper giocare a Risiko per vedere che questa ipotesi è molto strana così come lo è l’immobilità di altri attori Alleati, soprattuto per la conclamata superiorità navale baltica della NATO, come detto mesi fa proprio dai paesi nord europei. 

Come va a finire? Beh la storia distopica di Shirreff finisce qui. In Command Authority, infatti, è il momento in cui entra in gioco Jack Ryan e le truppe USA e NATO. 

Secondo Shirreff, l’ordine mondiale è stato sconvolto in soli cinque giorni, la Cina ha ottenuto Taiwan, Putin occupa e rivendica i Paesi Baltici, nonostante la resistenza e la presenza di truppe Alleate, e l’Ucraina, senza dire come, e “la NATO è di fatto crollata”. Eppure Shirreff è stato vice SACEUR, cioè vice comandante Alleato, dovrebbe saper a mena dito lo sviluppo di certi scenari.

Per chi volesse sapere come va avanti la storia, il consiglio è di rileggersi il romanzo di Tom Clancy, molto più appassionante dell’articolo del Generale e molto più realistico come scenario nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla sua uscita.

Antonio Albanese

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