IA. L’ONU chiede a USA e Cina di regolare l’IA militare: le normative globali sono in stallo

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Il direttore dell’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Disarmo (UNIDIR), Robin Geiss, ha esortato Stati Uniti e Cina ad agire concretamente per regolamentare l’intelligenza artificiale in ambito militare, avvertendo che gli sforzi internazionali non riescono a tenere il passo con la rapida evoluzione delle tecnologie sul campo di battaglia.

Le applicazioni militari basate sull’IA e i sistemi d’arma autonomi stanno cambiando la natura della guerra a un ritmo superiore rispetto alla capacità dei governi di elaborare normative, ha affermato Geiss, nel suo intervento di martedì all’Università Tsinghua di Pechino. Ha sostenuto che le due principali potenze mondiali nel campo dell’IA hanno una responsabilità specifica nel ridurre i rischi posti dall’IA in ambito militare, riporta IBTimes.

Le dichiarazioni di Geiss giungono in un momento in cui i negoziati internazionali sulla governance dell’IA in ambito militare hanno prodotto solo progressi limitati, con le principali potenze militari che rimangono divise sulla portata delle future normative. Un vertice sull’IA in ambito militare tenutosi a La Coruña, in Spagna, a febbraio, ha visto 35 degli 85 paesi partecipanti firmare una dichiarazione a sostegno di una governance responsabile dell’IA in guerra. Gli Stati Uniti e la Cina sono stati tra i paesi che non hanno firmato il documento.

Tra i firmatari figuravano Corea del Sud, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Ucraina. La dichiarazione ha sottolineato l’importanza di uno sviluppo responsabile dell’IA in ambito militare e il rispetto del diritto internazionale umanitario, ma non ha imposto impegni vincolanti.

Geiss ha affermato che il contesto di sicurezza sta diventando sempre più complesso, poiché le tensioni geopolitiche coincidono con i rapidi progressi della tecnologia IA: ”Pressioni di proliferazione, molta tensione nel mondo, scarso dialogo tra le superpotenze sulle armi nucleari, oltre all’IA che destabilizza l’intero sistema: non è una buona combinazione”, ha dichiarato Geiss durante l’evento, secondo quanto riportato da Breaking Defense.

Ha riconosciuto che è improbabile che si raggiunga a breve termine la negoziazione di un trattato internazionale completo sull’IA in ambito militare. Tuttavia, ha individuato diverse aree in cui esiste già un ampio consenso, tra cui il diritto internazionale umanitario che dovrebbe disciplinare le armi dotate di intelligenza artificiale, la necessità di mantenere un’efficace supervisione umana sull’uso della forza e il divieto per i sistemi di intelligenza artificiale di controllare le decisioni di comando e controllo nucleare.

I recenti sviluppi politici hanno evidenziato le divergenze tra Washington e Pechino su come dovrebbe essere governata l’IA in ambito militare. La Strategia per l’Intelligenza Artificiale del Dipartimento della Difesa statunitense per il Dipartimento della Difesa, pubblicata il 9 gennaio 2026, afferma che le restrizioni tecnologiche dovrebbero essere limitate a “qualsiasi uso lecito”, una posizione che, secondo gli analisti, privilegia la flessibilità operativa rispetto a una più ampia governance internazionale. Inoltre, nell’ottobre 2025, Stati Uniti e Russia hanno votato contro una risoluzione delle Nazioni Unite sull’IA militare responsabile, dopo che Washington aveva sostenuto che la misura avrebbe potuto creare un quadro di governance globale eccessivamente centralizzato e limitare lo sviluppo tecnologico nazionale.

La Cina ha continuato a promuovere norme internazionali attraverso le istituzioni guidate dalle Nazioni Unite. Durante il Dialogo di Shangri-La del 2026 a Singapore, il Generale Meng Xiangqing ha affermato che l’autorità finale sui sistemi d’arma dovrebbe rimanere agli esseri umani e ha messo in guardia contro un vuoto normativo per l’IA militare. A seguito del vertice del 14-15 maggio 2026 tra il Presidente Donald Trump e il Presidente Xi Jinping a Pechino, i due governi hanno annunciato un canale bilaterale per le discussioni sulla governance dell’IA, nell’ambito di sforzi più ampi per migliorare lo scambio di politiche.

Nonostante tale annuncio, gli impegni tra i due Paesi rimangono generici e forniscono pochi meccanismi concreti per limitare lo sviluppo dell’IA militare, al di là del sostegno generale a tenere l’IA fuori dalle decisioni sui lanci nucleari.

Geiss ha proposto che i Paesi prendano in considerazione una moratoria temporanea sul superamento delle soglie critiche di capacità dell’IA, con la collaborazione degli scienziati per definire tali parametri tecnici; ha poi sostenuto che, con il continuo progresso delle capacità di intelligenza artificiale in campo militare, la cooperazione tra Washington e Pechino sarà fondamentale per evitare che la governance rimanga ulteriormente indietro rispetto allo sviluppo tecnologico.

Luigi Medici 

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