I passi di Kiev

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L’Ucraina sta muovendosi su diverse strade per uscire dalla stretta della Federazione russa e ribadire la propria indipendenza. 

Kiev sta infatti iniziando uno studio di fattibilità con Baku (Azerbaigian) per la creazione di una joint venture allo scopo di rifornirsi dai depositi di gpl azeri allo scopo di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento. L’Ucraina progetta di costruire in terminal di gpl sul Mar Nero, vicino ad Odessa, con la capacità stimata di 2 milioni d metri cubi di gpl all’anno a partire dalal fine del 2014, per arrivare a 5 milioni alla fine del 2015 e a 10 milioni per il 2018, come riporta l’agenzia azera Azerbaijani Trend. Lo scontro tra Mosca e Kiev sui prezzi della fornitura del gas, aveva lasciato al gelo milioni di ucraini e messo in seriacrisi la percezione dell’indipendenza del Paese stesso. Accanto a questi passi, energetici, l’Ucraina, il 30 marzo, ha firmato un accordo generale di associazione e un accordo di libero scambio con l’Unione europea. È un primo passo, tecnico, per la firma ufficiale, come ha fatto sapere la Comissione, per tenere l’Ucraina nella sua orbita in un momento in cui la Russia sta conducendo una politica più assertiva. Valori come, legalità, terzietà della giustizia, elezioni libere, e profonde riforme costituzionali, restano al centro dei colloqui con Kiev, hanno fatto sapere dalla Commissione.