I cinesi entrano nel Golfo Persico

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PAKISTAN – Gwadar. La Cina il 18 febbraio ha preso il controllo del porto di Gwadar in Pakistan. Il porto è situato alla foce del Golfo Persico, appena fuori lo Stretto di Hormuz, sito strategicamente importante.

Il trasferimento ufficiale della convenzione di gestione dalla Port of Singapore Authority (Psa) alla China Overseas Port Holding Company è stata effettuata in presenza del presidente pachistano Asif Ali Zardari.

 

Zardari ha descritto il passaggio come una nuova manifestazione di crescita di Pakistan e Cina. Ribadendo l’importanza strategica del progetto, il presidente ha detto che quasi il 60 per cento del greggio diretto in Cina è stato importato dai Paesi del Golfo. La vicinanza di tali Paesi a Gwadar faciliterà il flusso petrolifero verso di esso, ha poi sottolineato Zardari.

Nel gennaio 2013, il governo federale aveva approvato il trasferimento di Gwadar ai cinesi. Presentato come progetto infrastrutturale più grande del Pakistan, il porto non è decollato fino ad oggi perché la situazione della sicurezza in Beluchistan ha scoraggiato la Psa ad investire nel suo sviluppo e nelle infrastrutture off-shore. A questo si aggiunge il fallito tentativo del governo di trasferire 584 ettari della Marina militare all’ente portuale.

Sebbene la Cina, che aveva investito nella costruzione del porto, perse la commessa per la siua realizzazione, Psa intascò il contratto per 40 anni durante l’era Musharraf. La percezione fu che Musharraf aggiudicò l’appalto a Singapore per fare contenti gli Usa bloccando la Cina su una rotta importante che non solo facilita l’accesso ai paesi produttori di petrolio, ma fornisce anche un importante sbocco per le merci cinesi. Nel mese di agosto 2012, il governo federale ha annunciato che a Psa era stato permesso di rescindere il contratto di gestione, esercizio, manutenzione e sviluppo in vista del mancato trasferimento dei 584 acri. Il problema del terreno della Marina militare, però, persiste, nonostante i governi federali e provinciali abbiano offerto  terreni in altri luoghi.