HORMUZ. Ecco come le navi riescono a passare

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La guerra in Medio Oriente ha trasformato una delle vie energetiche più critiche al mondo in un passaggio caratterizzato da precarietà e pericoli. Prima dell’inizio del conflitto, circa 150 navi attraversavano lo Stretto di Hormuz ogni giorno. Oggi, oltre al pericolo delle mine e al blocco iraniano, anche gli Stati Uniti stanno imponendo un blocco per limitare le entrate petrolifere iraniane che transitano nello Stretto.

A complicare ulteriormente la situazione, si aggiungono le notizie relative a tariffe per nave, flotte fantasma e i nuovi poteri conferiti all’Iran per regolamentare il transito. Reuters ha descritto in dettaglio i vari meccanismi sviluppati dall’Iran per rafforzare ulteriormente il suo controllo sullo Stretto e come attraversano lo Stretto le navi.

La priorità per il passaggio delle navi è a più livelli. I paesi amici, come la Cina o la Russia, hanno la precedenza rispetto agli altri. Seguono i paesi con stretti legami con Teheran, come l’India, o quelli che intrattengono accordi intergovernativi, riporta 30Outlook.

Per le navi non supportate da negoziati governativi, vengono richiesti pagamenti fino a 150.000 dollari per un passaggio sicuro. Sebbene i funzionari iraniani definiscano il pagamento come una tariffa per “sicurezza e navigazione”, questa viola le convenzioni marittime internazionali che prevedono il transito negli stretti internazionali.

Secondo Reuters, l’India sta dialogando con le autorità di Teheran, tra cui la Marina iraniana e le Guardie Rivoluzionarie, attraverso canali diplomatici.

Le navi battenti bandiera indiana vengono ispezionate e, dopo la verifica, la Marina indiana indica al comandante una rotta. Alle navi viene ordinato di seguire scrupolosamente le indicazioni.

Anche dopo i colloqui bilaterali tra i governi, i resoconti evidenziano che viene richiesta l’autorizzazione al Ministro degli Esteri iraniano. Tale richiesta viene presumibilmente inoltrata al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, che include le Guardie Rivoluzionarie e i rappresentanti della Guida Suprema.

Se approvata, la decisione viene comunicata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane che forniscono le coordinate e le istruzioni necessarie per un passaggio sicuro.

Inoltre, le IRGC supervisionano il controllo delle navi con “verifiche di affiliazione” per accertare eventuali legami con gli Stati Uniti o Israele. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) richiede agli armatori di divulgare dettagli tra cui il valore del carico della nave, la bandiera, l’origine e la destinazione, il proprietario e il gestore registrati e le nazionalità dell’equipaggio. I documenti, secondo il rapporto, verrebbero poi inviati alla neonata Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Anche dopo aver superato i primi checkpoint iraniani intorno a Hormuz, le navi incontrano controlli da parte delle IRGC e della marina iraniana. Il processo di verifica viene condotto da istituzioni statali iraniane, tra cui l’Organizzazione portuale e marittima, il Ministero dell’industria, delle miniere e del commercio, l’organizzazione nazionale per la navigazione e l’organo di controllo della sicurezza del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Anche le Guardie Rivoluzionarie iraniane, che esercitano un’ampia supervisione sulla sicurezza del Paese, sono coinvolte nella valutazione delle navi.

Solo dopo molteplici ispezioni una nave, scortata da imbarcazioni iraniane più piccole, riesce ad attraversare il passaggio minato. Gli accordi bilaterali per il passaggio prevedono poi un passaggio aggiuntivo: i Paesi contattano il ministro degli Esteri iraniano per richiedere l’autorizzazione. Il ministro inoltra la richiesta al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, che comprende le Guardie Rivoluzionarie e i rappresentanti della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Le complesse procedure, ancora in fase di sviluppo, sono state ulteriormente approfondite con l’attacco a una nave mercantile in legno diretta in India all’inizio di questo mese e con le segnalazioni di almeno altre due navi dirette verso le coste indiane attaccate dall’inizio del conflitto.

Luigi Medici 

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