HONG KONG. Illegali le primarie dell’Opposizione democratica

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La Cina ha dichiarato “illegali” le primarie tenute dai partiti democratici di Hong Kong lo scorso fine settimana e il leader della città ha annunciato un’indagine, affermando che l’intenzione dei candidati di votare contro la legislazione del governo potrebbe violare le leggi sulla sicurezza nazionale. Le primarie, pur non essendo una parte formale del processo elettorale di Hong Kong, hanno attirato circa 600 mila persone a votare per i candidati alla democrazia in vista delle elezioni del consiglio legislativo previste per settembre.

La straordinaria affluenza alle urne a fronte degli avvertimenti delle autorità è stata interpretata dagli osservatori come un atto di opposizione alle leggi sulla sicurezza nazionale imposte da Pechino il 30 giugno. Mentre il movimento di protesta democratica è continuato per tutto il 2019 e un numero senza precedenti di candidati democratici è stato votato alle elezioni del consiglio distrettuale. Con le primarie, gli organizzatori hanno cercato di determinare una rosa di candidati per evitare di dividere i voti, riporta The Guardian.

I rappresentanti di Pechino a Hong Kong hanno definito le primarie “illegali” e hanno accusato gli organizzatori di collusione con le potenze straniere in una “grave provocazione” del sistema elettorale di Hong Kong e di frode elettorale.

«L’obiettivo dell’organizzatore Benny Tai e del campo dell’opposizione è quello di impadronirsi del potere dominante di Hong Kong e realizzare una versione hongkonghese delle Rivoluzioni colorate», ha fatto sapere l’Ufficio di collegamento con Pechino, il cui capo è anche responsabile dell’attuazione delle leggi sulla sicurezza nazionale.

La dichiarazione è a sostegno del capo dell’esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, secondo la quale i democratici che si coordinano per ottenere la maggioranza e porre il veto al bilancio del governo potrebbero essere contrari alle leggi anti-sedizione, e saranno oggetto di indagine: «Se lo scopo di queste cosiddette elezioni primarie è quello di raggiungere l’obiettivo finale di consegnare quello che chiamano un “35+”, cioè la maggioranza, con l’obiettivo di opporsi, resistendo a ogni iniziativa politica del governo di Hong Kong, allora questo atto potrebbe rientrare nella categoria del sovvertimento del potere statale, che è ora uno dei quattro tipi di reati previsti dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale”», ha detto Lam che ha sottolineato un fatto: non solo illegali le primarie, ma ha avvertito che se un’indagine scoprisse volontà di sabotaggio del sistema politico, allora «c’è certamente un caso a cui rispondere».

Lam ha anche detto che il governo ha ricevuto “un gran numero di lamentele” sulle primarie, tra cui il timore che esse abbiano violato le regole sulla distanza sociale, e che tenere tali sondaggi prima dell’inizio del periodo elettorale sia stato “ingiusto”.

L’avvocato e organizzatore delle primarie e delle proteste di Occupy Central del 2014, Benny Tai, ha detto che il potere di veto del Comitato sul bilancio è stato sancito dalla mini costituzione di Hong Kong, la Legge fondamentale. Tai aveva previsto che a settembre i candidati a favore della democrazia avrebbero potuto vincere ben 45 seggi, e martedì ha detto che hanno fatto «un miracolo», ma si è detto diffidente nei confronti del contraccolpo del potere centrale.

Tommaso dal Passo