HIMALAYA. Il generale Inverno batte cinesi e indiani

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La Cina ha spostato quasi 10.000 soldati (i media cinesi riportano 5.000) dal regione di confine del Ladakh a causa delle pessime condizioni invernali. Tuttavia, le posizioni in prima linea rimangono pienamente presidiate da indiani e cinesi lungo la contesa Linea di Controllo Attuale.

Il Pla ha spostato le truppe dispiegate in zone profonde per oltre 100 km in territorio tibetano, poiché le possibilità di effettuare operazioni sono diminuite a causa del rigido inverno e delle forti nevicate. L’India ha mantenuto un corrispondente dispiegamento nel Ladakh orientale per contrastare l’ammassamento cinese. Gli ufficiali indiani hanno detto che l’alto livello di allerta rimane al confine, poiché il Pla ha la capacità di schierare rapidamente le truppe, date le infrastrutture sviluppate in Tibet, riporta Economic Times.

Pechino e Nuova Delhi stanno mantenendo il livello delle truppe in tutti i punti lungo il lago Pangong, in cui recentemente l’India aveva occupato posizioni chiave lungo la riva meridionale.

Il ritiro dei cinesi sarebbe necessario perché mantenere più di 50.000 soldati ad alta quota in mezzo alla neve era insostenibile. Tuttavia, la situazione lungo il confine rimane tesa perché entrambi i lati hanno mantenuto i carri armati, artiglieria e mezzi corazzati pronti lungo il confine. Nella zona si registrano temperature inferiori ai -40 gradi. In tali condizioni non c’è quasi più spazio per le manovre militari, perché anche gli equipaggiamenti non riescono a funzionare, riporta il giornale.

L’India e la Cina avevano dispiegato 50.000 truppe ciascuna sul confine del Ladakh lo scorso aprile, che portò ad uno scontro con morti e feriti a Galwan, in cui entrambe le parti hanno perso soldati. Lo scontro provocò un irrigidimento della posizione indiana, con la decisione di acconsentire all’uso della forza per respingere qualsiasi tentativi di intrusione nel territorio indiano da parte del Pla. Nel suo rapporto annuale, il ministero della Difesa indiano ha detto che l’esercito indiano è in grado di affrontare le mosse future del Pla.

Antonio Albanese