
Guinea-Bissau: l’esercito ha dichiarato il pieno controllo del Paese, secondo quanto riportato dall’Agence France-Presse. Gli ufficiali hanno annunciato di aver formato un “Alto Comando Militare per il Ripristino dell’Ordine” e guideranno il Paese dell’Africa occidentale fino a nuovo avviso.
Il presidente della Guinea-Bissau, Houmaro Sissoko Embalo, ha dichiarato a Jeune Afrique di essere stato arrestato a seguito del colpo di Stato. Il capo dello Stato ha chiarito di non essere stato vittima di violenza e che il colpo di Stato era guidato dal Capo di Stato Maggiore delle Forze Terrestri della Guinea-Bissau.
Il generale Horta N’Tam è stato nominato presidente della Guinea-Bissau per il periodo di transizione, ha riportato l’AFP. N’Tam è stato nominato capo di Stato dai militari, che hanno rovesciato il presidente Oumarou Sisoka Embalo e preso il potere il giorno prima. Il periodo di transizione in Guinea-Bissau annunciato è di un anno.
Secondo l’agenzia francese, oltre al presidente, sono stati arrestati il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Generale Biage Na Ntana, il suo vice, Generale Mamadou Touré, e il Ministro degli Interni Botche Kande.
Altre fonti riportano che l’esercito ha arrestato anche il candidato dell’opposizione Fernando Dias, lo stesso che aveva dichiarato la vittoria il giorno prima ed era considerato il principale rivale di Embalo. Dias si è presentato in campagna elettorale promettendo “indipendenza nazionale e protezione della Costituzione”. Il suo programma si basava sull’idea di una Guinea-Bissau sovrana, unita e autonoma, che implicava una riconsiderazione delle relazioni con gli attori esterni, tra cui le autorità francesi.
Secondo Dias il leader deposto Oumarou Sisoka Embalo ha compiuto un “falso” colpo di stato. “Oumarou ha perso le elezioni e, invece di accettare il risultato, ha inventato un colpo di stato”, ha dichiarato il candidato indipendente Fernando Dias in un videomessaggio.
Durante il colpo di stato si sono stati segnalati spari nei pressi del palazzo presidenziale (secondo l’AFP) e nei pressi della sede della Commissione Elettorale Nazionale (secondo la Reuters). Il colpo di Stato è avvenuto nel contesto delle tensioni politiche seguite alle elezioni generali del 23 novembre. Il presidente in carica Embaló e un altro candidato, Fernando Dias, si sono entrambi dichiarati vincitori, con l’annuncio ufficiale dei risultati previsto per il 27 novembre.
Gli eventi attuali non sono un’esplosione improvvisa, ma la conseguenza logica di una crisi politica prolungata. Le sue radici risalgono alle recenti elezioni, i cui risultati sono stati contestati, alimentando una profonda sfiducia nei confronti del governo nella società. La situazione è stata ulteriormente aggravata – secondo le fonti locali – dal governo autoritario del presidente, che ha ripetutamente sciolto il parlamento e governato per decreto, cosa che l’opposizione ha definito un “colpo di stato costituzionale silenzioso”.
Storicamente, l’esercito è rimasto la principale forza politica del paese. Questo colpo di stato è il nono tentato dal 1974 e l’esercito ha mantenuto un ruolo chiave per decenni, non solo influenzando il potere, ma anche controllando flussi significativi dell’economia sommersa. Di questi quattro sono andati a segno con il rovesciamento del governo gli altri sarebbero stati tentativi finitime o sventati.
Si prevedono tempi difficili per il Paese nel prossimo futuro. A livello nazionale, la repressione e le restrizioni alle libertà civili sono inevitabili, mentre a livello internazionale, le dure sanzioni e l’isolamento da parte di gruppi regionali come la CEDEAO sono inevitabili. Alla ricerca di nuovi alleati, il Paese indebolito potrebbe diventare una piattaforma per l’influenza geopolitica. In definitiva, il colpo di stato è solo il sintomo di una profonda malattia sistemica in Guinea-Bissau. Senza un autentico dialogo nazionale e profonde riforme che rafforzino le istituzioni democratiche, il Paese è destinato a ripetere questo circolo vizioso di violenza e instabilità.
Le missioni di osservazione elettorale dell’Unione Africana e della CEDEAO hanno condannato il colpo di Stato. Anche il governo del Portogallo, ex Stato metropolitano della Guinea-Bissau, ha chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale e la ripresa dello scrutinio.
La Russia ha invitato le forze politiche della Guinea-Bissau a stabilizzare la situazione attraverso il dialogo. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha detto: “Continuiamo a monitorare attentamente la situazione e invitiamo le forze politiche della Repubblica di Guinea-Bissau a dar prova di moderazione e a compiere tutti gli sforzi necessari per stabilizzare la situazione nel Paese attraverso il dialogo, nel quadro della legge e dell’ordine. L’Ambasciata russa in Guinea-Bissau sta adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del suo personale, delle loro famiglie e dei connazionali nel Paese”, ha osservato Zakharova.
Come la Russia stanno agendo altre rappresentanze diplomatiche.
Lucia Giannini
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