GUERRAFUTURA. Sono oltre 100 tipi i droni kamikaze sviluppati nel mondo

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In soli cinque anni, il numero di Paesi che producono ed esportano veicoli aerei senza pilota, Uav, o droni kamikaze, è esploso, avverte il Carnegie Endownment for International Peace che ha esaminato «il più ampio spostamento geopolitico dietro le vendite di droni dell’Iran alla Russia».

Nel 2017, nove Paesi stavano sviluppando o producendo 26 modelli di questi droni, noti anche come munizioni vaganti, ma oggi più di 100 modelli sono in fase di sviluppo o produzione in almeno 24 Paesi, ha sottolineato il Carnegie, ripreso da BneIntelliNews.

«Le implicazioni di questa espansione sono inquietanti. In parte, è un’indicazione di fratture geopolitiche più ampie, poiché gli Stati emergenti sfruttano la tecnologia digitale e gli armamenti sofisticati per competere per l’influenza e il potere. Molti dei nuovi arrivati non tengono in alcun conto le norme liberali o il diritto umanitario internazionale (…) Mentre i produttori degli Stati Uniti, dell’Europa e di altre democrazie devono fare i conti con restrizioni normative che limitano i clienti governativi a cui possono vendere droni militari, la Turchia ha meno vincoli e l’Iran non ne ha affatto. Di conseguenza, le vittime civili legate ai droni stanno aumentando vertiginosamente», afferma l’istituto statunitense.

Il 5 novembre, il ministro degli Esteri iraniano ha ammesso per la prima volta che Teheran ha inviato Uav militari a Mosca, ma ha affermato che si trattava solo di un piccolo numero di esemplari consegnati prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia a fine febbraio.

«Abbiamo fornito un numero limitato di droni alla Russia molti mesi prima della guerra in Ucraina», ha dichiarato Hossein Amir-Abdollahian a Teheran. Le sue parole hanno suscitato la reazione del Presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy. Sul suo canale Telegram, ha accusato l’Iran di mentire «anche in questa confessione», notando che l’Ucraina abbatteva circa 10 droni iraniani al giorno, nonostante l’Iran abbia affermato di averne fornito alla Russia solo un numero ridotto.

Zelenskiy ha avvertito l’Iran che il suo sostegno alla Russia gli si sarebbe ritorto contro, affermando che: «Sappiamo per certo che gli istruttori iraniani hanno insegnato ai terroristi russi come usare i droni, e Teheran in genere non ne parla (…) E se l’Iran continuerà a mentire sull’ovvio, significa che il mondo farà ancora più sforzi per indagare sulla cooperazione terroristica tra i regimi russo e iraniano e su quanto la Russia stia pagando l’Iran per tale cooperazione (…) Nel mondo moderno non è possibile che nessuno dei terroristi o dei loro complici rimanga impunito».

La Russia ha utilizzato i droni kamikaze per colpire i siti delle infrastrutture critiche in Ucraina. Di conseguenza, sono stati imposti blackout a rotazione e restrizioni all’uso dell’elettricità proprio in concomitanza con l’arrivo del freddo invernale.

Luigi Medici