GUERRADELGAS. Il valore del gas russo per Mosca

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Mentre l’Europa celebra le esequie del North Stream 1 e 2, c’è chi pensa ai nuovi gasdotti: la Turchia. A quanto si apprende da fonti stampa, un hub internazionale del gas sarà creato il prima possibile in Turchia, il luogo più adatto è nella parte europea del paese, ha affermato Erdogan. Il leader turco ha aggiunto che lui e Putin hanno incaricato le delegazioni di iniziare rapidamente a lavorare sull’idea di un hub del gas, «non vale la pena aspettare».

Nella social sfera hanno ironizzato sul fatto che l’accordo Turchia -Russia sia di quelli tradizionali: «Classici basati sul principio del “niente di personale – solo affari”». Putin ha detto a Erdogan: «Grazie a Dio il Turkish Stream sta funzionando con successo, anche se hanno cercato di farlo esplodere». Possibili nuove linee Turkish Stream utilizzeranno turbine russe, afferma Miller, CEO di Gazprom.

In effetti la Turchia ha l’opportunità di sostenere un progetto importante economicamente che arriva alla alla vigilia delle elezioni del 2023, dove il potere di Erdogan sarà seriamente messo in discussione. La Russia, d’altra parte, avrà l’opportunità di esportare gas attraverso la Turchia, il gas che compenserà in parte i volumi persi di forniture all’Europa tramite SP-1, a condizione che i flussi di gas vengano riorientati verso l’Asia.

I negoziati tra le delegazioni della Turchia e della Federazione Russa sull’hub del gas inizieranno la prossima settimana, il luogo è in fase di definizione, ha detto a RIA Novosti una fonte ad Ankara. I risultati dei lavori delle delegazioni sull’hub del gas saranno presentati ai leader dei paesi.

Ma Mosca sta lavorando energicamente anche su un altro fronte con Riyadh. «I due paesi stanno discutendo progetti petrolchimici congiunti sia sul territorio russo che su quello saudita», ha affermato Alexander Novak, ministro per l’Energia russo. «Rosatom presenterà presto i documenti nell’ambito del concorso per la costruzione della prima centrale nucleare in Arabia Saudita», ha affermato Novak.

E ancora, il gas nell’ambito dello scambio di forniture Russia-Iran può andare in Azerbaigian, Armenia, Turchia, Iraq, Pakistan e nel sud iraniano per essere esportato nei paesi del Golfo Persico. In una intervista televisiva in Russia il ministro del petrolio iraniano Ahmad Asadzadeh ha detto: «Al momento, il volume potenziale che possiamo ricevere solo attraverso i confini settentrionali del nostro Paese è di circa 50 milioni di metri cubi di gas al giorno».

Novak aveva affermato in precedenza che nella prima fase, l’accordo di scambio con l’Iran avrebbe potuto coprire 5 milioni di tonnellate all’anno di petrolio e fino a 10 miliardi di metri cubi di gas: la Russia prevede di firmare l’accordo entro la fine dell’anno.

Ne frattempo la centrale nucleare di Zaporizhzhya è diventata parte di Rosenergoatom ed è passata agli standard russi, a darne notizia il sindaco di Energodar: «La centrale nucleare di Zaporizhzhya fa già parte della società russa Rosenergoatom, è già passata sotto la giurisdizione della Federazione Russa», ha dichiarato Alexander Volga.

E mentre Putin e il suo staff stanno guardando verso l’Asia il Segretario del Tesoro statunitense Janet Yellen ha dichiarato che Washington ritiene che il prezzo massimo per il petrolio russo potrebbe essere intorno ai 60 dollari al barile. Ora oscilla tra gli 80 e i 100 dollari.

Vladimir Putin ha dichiarato già che la Russia non avrebbe fornito petrolio a quei Paesi che imporranno un tetto ai prezzi.

Graziella Giangiulio