GOLFO PERSICO. Mosca si addestra con Teheran e Pechino nell’antipirateria

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Iran, Russia e Cina terranno esercitazioni marittime congiunte, denominate Chiru, nel Golfo Persico tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, per garantire la sicurezza della navigazione internazionale e combattere la pirateria, secondo l’ambasciatore russo a Teheran.

«Alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo, le esercitazioni navali congiunte annuali, Chiru, si terranno nella regione del Golfo Persico. Vi partecipano navi da guerra russe, iraniane e cinesi. L’obiettivo principale è quello di praticare azioni per garantire la sicurezza della navigazione internazionale e combattere la pirateria», ha detto Levan Dzhagaryan ripreso da Sputnik. Ha aggiunto che sono anche in fase di completamento i preparativi per la gara di profondità, che si terrà ai Giochi Internazionali dell’Esercito 2021 nel porto iraniano di Chabahar. «Insieme a Russia e Iran, vi prenderanno parte Cina, India, Siria e Venezuela. Ci sono piani per tenere una gara tra le squadre di immersione delle forze armate di questi paesi. I rappresentanti del comando della marina russa arriveranno alle cerimonie di apertura e di chiusura di questo concorso», ha detto l’ambasciatore.

L’annuncio di nuove manovre navali arriva mentre gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele hanno accusato l’Iran di un attacco con un drone contro una petroliera gestita da Israele vicino all’Oman lo scorso 29 luglio e le loro minacce di conseguenze, riporta Menafn.

Secondo Dzhagaryan, la Russia ritiene che né l’Iran né i suoi vicini arabi sono interessati a un’ulteriore escalation nel Golfo Persico: «Ci sono tensioni in effetti … ma non sarei drammatico e non direi che la situazione è più acuta ora che durante le crisi precedenti. Né l’Iran né i suoi vicini arabi sono interessati a un’ulteriore escalation».

Dzhagaryan ha poi aggiunto di credere che le relazioni tra l’Iran e i paesi arabi nel Golfo Persico stiano diventando più cordiali: «La Russia accoglie con favore il dialogo in questa regione strategicamente importante. Questo è uno degli obiettivi del nostro concetto di sicurezza collettiva nel Golfo Persico, che stiamo promuovendo».

Alla fine di dicembre 2019, Iran, Russia e Cina hanno partecipato un’esercitazione marittima congiunta di quattro giorni nell’Oceano Indiano e nella zona del Mare di Oman. Le “Marine Security Belt”, coprivano 17.000 chilometri quadrati e consistevano in vari esercizi tattici e il salvataggio delle navi da assalti e incidenti.

Il Mare di Oman è particolarmente sensibile, poiché si collega allo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio mondiale e che a sua volta si collega al Golfo Persico.

Luigi Medici