GLOBALIZZAZIONE. Tè o Chai? Dipende se arrivava via mare o via terra

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Andando bene a vedere, ci sono davvero solo due modi per dire “tè” nel mondo: uno è il termine inglese, tea, con le diverse varianti in altri idiomi, il secondo è una variazione di cha, come chay in hindi. Entrambe le versioni vengono dalla Cina.

Il modo in cui si sono diffuse nel mondo offre una chiara immagine di come funzionava la globalizzazione ante litteram, riporta quartz. Le parole che suonano come “cha” si sono diffuse attraverso la terra, lungo la Via della Seta. Quelle simili a “tè” si sono diffuse sull’acqua, grazie ai commercianti olandesi che portavano le foglie della pianta in Europa. Il termine che è comune a molte varietà di idiomi cinesi. Iniziò in Cina e si diffuse nell’Asia centrale, diventando alla fine chay in persiano.Senza dubbio passando attraverso le rotte commerciali della Via della Seta, lungo la quale, il tè è stato scambiato oltre 2.000 anni fa. Questa forma si è diffusa oltre la Persia, diventando chay in urdu, shay in arabo e chay in russo, tra gli altri.

Ha anche fatto la sua strada per l’Africa sub-sahariana, dove è diventato chai in swahili. I termini giapponesi e coreani per il tè sono anche basati sul cinese cha, anche se queste lingue probabilmente hanno adottato la parola anche prima della sua diffusione verso ovest in persiano.

Ma questo non spiega la parola “tè”; nella variante Min Nan di cinese, parlata nella provincia costiera di Fujian, il carattere si pronuncia te. La parola chiave qui è “costiero”. La forma te usata nelle lingue cinesi costiere si diffuse in Europa attraverso gli olandesi, che divennero i principali commercianti di tè tra l’Europa e l’Asia nel XVII secolo. I principali porti olandesi in Asia orientale erano nel Fujian e a Taiwan, entrambi luoghi in cui la gente usava la pronuncia te. Le estese importazioni di tè della Compagnia Olandese delle Indie Orientali in Europa ci hanno dato il francese thé, il tedesco tee e l’inglese tea.

Graziella Giangiulio