GIORNALISMO. I giornalisti infortunati diffidano l’INPGI, l’INPS, l’INAIL e il ministero del Lavoro affinché diano impulso alle pratiche rimaste ferme da oltre tre anni

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L’art. 1 comma 103 della legge 234/2021 (c.d. “Legge Finanziaria 2022) con effetto dal 1° luglio 2022, ha stabilito che la funzione previdenziale svolta dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani « Giovanni Amendola » (INPGI) ai sensi dell’articolo 1 della legge 20 dicembre 1951, n. 1564, in regime sostitutivo delle corrispondenti forme di previdenza obbligatoria, è trasferita, limitatamente alla gestione sostitutiva, all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) che succede nei relativi rapporti attivi e passivi.

L’art.1 com. 109 della citata legge precisa che “A decorrere dal 1° luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2023 l’assicurazione infortuni continua a essere gestita secondo le regole previste dalla normativa regolamentare vigente presso l’INPGI alla data del 30 giugno 2022.”

I giornalisti che hanno subito un infortunio professionale o extraprofessionale prima del 1° luglio 2022 sono circa 120 e hanno tutti regolarmente denunciato e aperto la relativa pratica presso l’INPGI, ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dagli artt. 38 e segg. del Contratto Nazionale secondo il quale: nel caso di infortunio sul lavoro o extra-professionale, e nel caso di morte o di invalidità permanente per infarto del miocardio o ictus cerebrale non conseguente ad infortunio spetta il trattamento assicurativo. I trattamenti previsti dall’art. 38 sono corrisposti per i giornalisti professionisti, per i pubblicisti e per i praticanti dall’INPGI sulla base di una convenzione con FNSI.

Va ricordato che la domanda di infortunio può essere presentata entro due anni dalla data di infortunio. Pertanto, chi si fosse infortunato tra febbraio e giugno 2022 farebbe ancora in tempo a denunciare l’infortunio stesso.

Dopo i primi dubbi interpretativi, con nota del 22 settembre 2022, il Ministero del Lavoro, Direzione Generale per le Politiche Sociali, chiarisce che per gli eventi occorsi fino al 30 giugno 2022 la competenza a gestire le relative pratiche è stata acquisita in via esclusiva dall’INPS, ente al quale sarebbe stato nel frattempo trasferito il relativo Fondo Assicurazione Infortuni presente nel bilancio dell’ex Gestione previdenziale sostitutiva dell’AGO dell’INPGI per un importo di circa 17.000.000 di euro.

A seguito dei chiarimenti ministeriali l’INAIL – con esclusivo riferimento agli eventi verificatisi a decorrere dal 1° luglio 2022 in poi – ha provveduto a disciplinare in via autonoma le modalità di gestione del rapporto assicurativo in oggetto, istituendo apposite procedure volte alla riscossione dei premi e all’istruttoria delle pratiche relative all’erogazione dei trattamenti. Pertanto, gli infortuni verificatisi dopo il 30 giugno 2022 e fino al 31.12.2023 sono stati accertati e liquidati mentre gli infortuni precedenti al 1° luglio sono ancora fermi in attesa di determinazioni.

Vista la confusione e i diversi infortuni accorsi prima del 1° luglio 2022 l’INPGI, il 22 gennaio 2024, ha diffuso un parere secondo il quale: “la tutela assicurativa contro gli infortuni dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro dipendente, a far data del 1° luglio 2022, è di competenza dell’INAIL, mentre per quanto riguarda, gli infortuni che si sono verificati entro la data del 30 giugno 2022, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a seguito di interlocuzioni intervenute con l’INPGI, l’INAIL e l’INPS, già nel mese di settembre 2022, avrebbe chiarito che gli stessi sono stati assorbiti nell’ambito delle competenze dell’INPS. 

A seguito di diverse sollecitazioni rivolte dal Ministero del Lavoro all’INPS, circa la necessità di dare corso alle tutele in esame nei confronti degli assicurati, quest’ultimo – dopo aver valutato non perseguibile l’ipotesi di avvalersi della collaborazione dell’INPGI – ha assunto la decisione di acquisire tutte le pratiche di infortunio pendenti al fine di procedere con la relativa istruttoria e definizione da parte delle proprie strutture. In tal senso, in data 25 ottobre 2023 l’INPS ha provveduto al ritiro e alla presa in consegna delle predette pratiche al fine di procedere alla loro evasione. Anche se allo stato ancora non provvede a dar corso alle relative pratiche.  

Diversi giornalisti, stanchi dell’attesa e delle incertezze che hanno portato al blocco delle pratiche infortunistiche, si sono rivolti all’avv. Vincenzo Iacovino e hanno diffidato e messo in mora l’INPGI, l’INPS e l’INAIL affinché ciascuno secondo la rispettiva competenza, provvedano con immediatezza a dare corso e riscontro alle denunce di infortuni professionali ed extraprofessionali avvenuti prima del 1° luglio 2022 e già formalmente aperte presso l’INPGI, ad accertare e valutarne le conseguenti invalidità e i relativi gradi, nonché a liquidare le indennità assicurative secondo legge e secondo trattamento più favorevole previsto dagli artt. 38 e segg. del CNLG.

I giornalisti hanno ritenuto di informare per conoscenza anche gli editori, datori di lavoro, che hanno finanziato i citati trattamenti, allo stato non evasi, versando all’INPGI, con modalità analoghe a quelle previste per le assicurazioni sociali obbligatorie, un contributo mensile per ogni giornalista.

I giornalisti, in attesa di un sollecito e motivato riscontro, si sono riservati di ogni azione, innanzi alle competenti autorità giudiziarie amministrative, civili, penali e contabili, a tutela di ogni diritto e interesse legittimo e il perseguimento di ogni eventuale condotta illecita omissiva e commissiva.