GIAPPONE. Tokyo vuole trasformare il boom turistico in un pilastro dell’economia

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Il Giappone ha scoperto una nuova industria di esportazione, e non si tratta di prodotti realizzati in serie. I turisti arrivano in aereo, spendono liberamente e, sempre più spesso, rappresentano il futuro economico di Tokyo. Nel 2025 il Giappone ha accolto un numero record di 42,68 milioni di turisti stranieri, mentre la spesa dei visitatori esteri ha raggiunto il massimo storico di 9.500 miliardi di yen, secondo il Libro Bianco sul Turismo 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 luglio.

Ora Tokyo vuole trasformare questa impennata in qualcosa di più duraturo: un pilastro permanente di crescita in grado di competere, o addirittura superare, le industrie che hanno costruito il Giappone moderno, riporta SCMP.

Per raggiungere questo obiettivo, il governo si è prefissato l’obiettivo di 60 milioni di arrivi all’anno entro il 2030, con miliardi di dollari investiti nelle infrastrutture necessarie.

All’aeroporto di Narita, il principale scalo internazionale che serve la capitale giapponese, le squadre di lavoro stanno estendendo la seconda pista a 2.500 metri e costruendo una terza pista completamente nuova di 3.500 metri, nell’ambito di un’espansione pluriennale che mira ad aumentare la capacità annua da 340.000 a mezzo milione di voli, riporta NewsonJapan.

Nel frattempo, i progettisti ferroviari stanno lavorando per quasi raddoppiare la frequenza dei treni tra Narita e il centro di Tokyo entro i primi anni del 2030, con nuove estensioni che collegheranno due linee direttamente all’aeroporto di Haneda, a sud della capitale, con l’obiettivo di facilitare i trasferimenti nazionali.

Il numero di turisti in entrata è aumentato di circa il 16% rispetto all’anno precedente, mentre la spesa turistica è cresciuta di circa il 17%.

Sebbene la quota di visitatori provenienti dall’Asia sia diminuita, l’aumento dei servizi aerei ha contribuito ad attrarre un maggior numero di turisti provenienti da Europa, Stati Uniti, Australia e altri mercati.

Il Giappone sta vivendo un boom turistico storico, accogliendo un numero record di 42,7 milioni di visitatori internazionali e puntando a raggiungere i 60 milioni entro il 2030. Questa crescita, trainata dalla debolezza dello yen e dal miglioramento dei collegamenti aerei, sta mettendo a dura prova le risorse. 

Oltre il 72% delle strutture ricettive segnala una grave carenza di personale, spingendo il governo a investire massicciamente nell’automazione del settore alberghiero. 

L’ondata di turismo sta rapidamente rimodellando il modo in cui i visitatori vivono il Paese: dispersione regionale: con i principali hub come Tokyo e Kyoto alle prese con la congestione, il governo sta incentivando i viaggi verso città alternative. Ad esempio, Nagoya si sta attivamente posizionando come base regionale per assorbire il flusso turistico in eccesso e promuovere un’esplorazione culturale più approfondita; modelli di prezzo differenziati per gestire la folla e compensare il carico sulle infrastrutture, molte strutture stanno implementando sistemi di prezzi differenziati; località sciistiche popolari, templi e siti storici stanno iniziando ad applicare tariffe d’ingresso più elevate ai turisti stranieri rispetto ai residenti locali; viaggi sostenibili e autentici: i viaggiatori prenotano sempre più spesso soggiorni prolungati in aree regionali, ristrutturando case tradizionali e trasformandole in alloggi di lusso per sostenere le economie locali. 

Sebbene i mercati tradizionali come la Corea del Sud e Taiwan rimangano dominanti, le politiche sui visti più permissive e i costi di viaggio più bassi hanno stimolato anche un aumento significativo dei visitatori provenienti dall’Europa e dalle Americhe.

Maddalena Ingrao

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