GIAPPONE. Porti “portatili” per difendersi dalle invasioni di Pechino

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Il Giappone ha in programma di sviluppare porti portatili che consentano alle Forze di Autodifesa di dispiegarsi rapidamente sulle isole del Paese nel Mar Cinese Orientale.

Il ministero della Difesa prevede che i porti temporanei saranno pronti entro pochi anni per aiutare il Giappone a difendere le isole Nansei se dovesse scoppiare un conflitto armato a Taiwan o altrove. La catena delle Nansei si estende dall’isola principale sudoccidentale di Kyushu fino a Taiwan e molte di queste isole sono prive di grandi porti, riporta Nikkei.

Il progetto è stato incluso nella richiesta di bilancio del ministero per l’anno fiscale 2023 senza specificare l’importo. I ricercatori studieranno le tecnologie per rendere i porti facili da trasportare e assemblare, oltre che resistenti alle onde e all’acqua di mare. Il lavoro inizierà già ad aprile.

I porti portatili devono essere realizzati con materiali che galleggiano per consentire lo scarico di personale, rifornimenti, veicoli blindati e altre attrezzature dalle navi. Questi porti, che estendono un molo al largo della costa, permetterebbero di scaricare su isole che hanno solo piccoli porti. Sarebbero inoltre utili se i grandi porti esistenti fossero danneggiati o distrutti.

Le navi da trasporto della Sdf sono lunghe 178 metri e hanno un pescaggio – la distanza verticale tra la linea di galleggiamento e il fondo dello scafo – di 6 metri. Le isole Sakishima, la parte del gruppo Nansei più vicina a Taiwan, hanno solo due porti in grado di ospitare navi così grandi.

Il 4 agosto, l’esercito cinese ha lanciato missili balistici nelle acque circostanti Taiwan, uno dei quali è caduto a soli 80 chilometri dall’isola Yonaguni, la più occidentale del Giappone. Anche i droni militari cinesi hanno volato vicino alle isole Sakishima.

In caso di conflitto armato su Taiwan, le isole Sakishima e le isole Nansei potrebbero diventare un campo di battaglia. In agosto, durante un’esercitazione condotta da ex funzionari della Difesa giapponese, è stata simulata una situazione in cui la Cina invadesse contemporaneamente Taiwan e sbarcasse sulle isole Senkaku amministrate dal Giappone, che la Cina rivendica e chiama Diaoyu.

I porti portatili saranno utili nel caso in cui l’Sdf abbia bisogno di sbarcare prima le unità sulle isole per prepararsi a difenderle, e saranno anche utili per l’evacuazione dei residenti utilizzando grandi navi.

Oltre alle applicazioni militari, i porti portatili dovrebbero essere utilizzati anche per la gestione dei disastri, come il trasporto di autopompe.

Tommaso Dal Passo