Corruzione su Tokyo 2020?

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GIAPPONE – Tokyo 16/05/2016. Il governo giapponese ha ordinato la scorsa settimana al Comitato Olimpico giapponese, Joc, e al Governo Metropolitano di Tokyo di indagare sulle accuse di corruzione legate alla candidatura di Tokyo per le Olimpiadi del 2020.

Shinzo Abe, ha detto il 13 maggio che le «indagini della municipalità di Tokyo e della Joc ci permetteranno di accertare i fatti velocemente» riportava l’agenzia di stampa Kyodo. Il ministro dello Sport giapponese Hiroshi Hase ha poi detto che le autorità stanno cooperando pienamente con i procuratori francesi che stanno indagando sulla presunta corruzione e che Tokyo si aspetta un «esame approfondito. Il nostro intento era quello di condurre una offerta senza commettere alcun reato. Nutro ancora dubbi su questo fatto» ha detto Hase sulle presunte transazioni che hanno contribuito a far vincere a Tokyo la “gara” per ospitare l’evento. In precedenza, l’ufficio del pubblico ministero francese ha confermato di aver aperto un’indagine su alcuni pagamenti, pari a circa 2 milioni di dollari, presumibilmente realizzato dall’organizzazione per le olimpiadi a Tokyo o da entità vicine ad essa, e versato su un conto “opaco” collegato al Comitato Olimpico Internazionale. Le autorità francesi sospettano che dietro i reati finanziari ci possano essere operazioni di corruzione e riciclaggio di denaro che vedono coinvolta una banca nipponica tra il luglio e l’ottobre del 2013. Il conto del beneficiario apparteneva alla società Black Tidings, legata a Papa Massata Diack, figlio dell’ex presidente Iaaf, Lamine Diack, riportava il quotidiano britannico The Guardian la scorsa settimana. Inoltre, una indagine commissionata dal World Anti-Doping Agency nel mese di gennaio 2016 aveva scoperto che Diack e i suoi figli, Papa Massata e Khalil, avevano lavorato insieme con l’avvocato Habib Cisse, come consulenti di marketing per il Iaaf. Diack, membro del Comitato Olimpico Internazionale nel periodo 1999-2013, si è dimesso nel 2014 dalla Iaaf, a seguito dello scandalo tangenti che ha coinvolto la federazione atletica russa per coprire i risultati positivi antidoping per alcuni dei loro atleti.