
La giapponese Nidec è sospettata di aver manomesso la qualità di oltre 1.000 motori, estendendo una serie di problemi di conformità che hanno già interessato il più grande produttore di motori al mondo, inizialmente incentrati su irregolarità contabili.
Secondo Nikkei, i problemi includono modifiche di progettazione non autorizzate e falsificazione dei dati di ispezione. L’azienda con sede a Kyoto istituirà una commissione d’inchiesta guidata da avvocati esterni già da mercoledì, nel tentativo di scoprire la causa principale del problema entro la fine di agosto.
I problemi di qualità sono emersi durante un’indagine interna sulle irregolarità contabili. Sotto la guida del fondatore Shigenobu Nagamori, rimasto nel consiglio di amministrazione fino a dicembre e tuttora azionista di maggioranza, dipendenti e dirigenti erano sottoposti a forti pressioni per raggiungere gli obiettivi di profitto e di vendita, secondo quanto affermato da funzionari dell’azienda. Tale contesto potrebbe aver contribuito a violazioni delle regole volte a rispettare le scadenze di consegna e a ridurre i costi.
Sono stati riscontrati problemi non solo presso la stessa Nidec, inclusa la divisione elettrodomestici e prodotti industriali, ma anche presso le sue filiali, come Nidec Technomotor a Kyoto e Nidec Instruments a Shimosuwa, nella prefettura di Nagano.
Circa il 97% dei casi riguarda modifiche a stampi, processi produttivi o progetti senza l’approvazione del cliente. Il restante 3% circa riguarda la sospetta falsificazione di dati di test o ispezioni, nonché l’errata etichettatura dei siti produttivi.
Nidec afferma di non aver riscontrato alcun caso che comprometta le prestazioni o la sicurezza dei prodotti, né di aver ricevuto segnalazioni di incidenti o altri problemi legati alle irregolarità di qualità. L’azienda ha iniziato a visitare i clienti per spiegare i risultati e porgere le proprie scuse.
Nidec aveva segnalato irregolarità contabili nel 2025 e la successiva indagine condotta da un comitato esterno ha rilevato che le pratiche irregolari si erano ripetute in diverse società del gruppo. Nei suoi rapporti investigativi pubblicati a marzo e aprile, il comitato ha attribuito la causa delle irregolarità a “un’eccessiva pressione per ottenere risultati”, riconducendola al fondatore dell’azienda, Nagamori.
Parallelamente, a gennaio Nidec ha avviato volontariamente un’indagine sulle frodi relative alla qualità. Dopo le dimissioni di Nagamori e di altri dirigenti fondatori, il numero di segnalazioni interne di irregolarità sulla qualità è aumentato vertiginosamente, soprattutto nel mese di aprile. Dato l’elevato numero di frodi sospette e la vasta portata dei casi, l’azienda ha ritenuto necessaria un’indagine approfondita da parte di un organismo esterno.
Nidec istituirà un comitato investigativo composto principalmente da avvocati esterni, tra cui ex pubblici ministeri e un giudice. Il comitato esaminerà l’indagine interna condotta da Nidec ed estenderà la sua inchiesta ad altri stabilimenti in Giappone e all’estero.
Maddalena Ingrao
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