
Microsoft prevede di investire 1.600 miliardi di yen (10 miliardi di dollari) in Giappone per espandere la propria infrastruttura di intelligenza artificiale e cloud computing, come annunciato venerdì da un alto dirigente.
L’annuncio è stato dato durante un incontro a Tokyo tra il vicepresidente di Microsoft, Brad Smith, e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi, secondo quanto riportato da Kyodo News. L’investimento, previsto tra l’inizio del 2026 e il 2029, includerà partnership con SoftBank Group e Sakura Internet. “Possiamo fornire il supporto di cui l’economia giapponese ha bisogno per il futuro”, ha dichiarato Smith a Takaichi. Ha aggiunto che l’iniziativa mira a stimolare la crescita economica del Giappone rafforzando l’infrastruttura digitale, fondamentale per le tecnologie del futuro, riporta Anadolu.
Questa mossa amplia significativamente il precedente piano di Microsoft da 2,9 miliardi di dollari, annunciato nel 2024, per l’ammodernamento dei data center e il potenziamento delle capacità cloud nel Paese. Il nuovo piano di investimenti avviene in un momento delicato nel quale le grandi strutture cyber situate insediò oriente sono sotto attacco aperte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Nella giornata del 2 aprile, infatti, un attacco con droni a Baghdad avrebbe danneggiato un centro logistico americano, secondo l’AFP che cita fonti locali; le Guardie Rivoluzionarie rivendicano poi di aver attaccato il data center di Oracle a Dubai, secondo il Jerusalem Post e in precedenza una struttura simile in Bahrein, appartenente ad Amazon, era già stata oggetto di un attacco. Amazon è uno dei leader mondiali nel cloud computing e l’attacco ha comportato ritardi e disservizi.
Secondo NDTV, gli Emirati e il Qatar hanno smentito gli attacchi. La smentita è giunta dopo che i media iraniani hanno riportato che i data center di due aziende statunitensi, Oracle a Dubai e Amazon in Bahrein, erano stati presi di mira dalle Guardie Rivoluzionarie in una nuova ondata di attacchi contro aziende statunitensi.
L’Ufficio Stampa del Governo di Dubai ha dichiarato che le notizie diffuse dai media, secondo cui l’IRGC avrebbe lanciato o tentato un attacco a Dubai, erano “notizie false” e prive di fondamento. Pubblicando uno screenshot di una di queste notizie, l’account ufficiale dell’Ufficio Stampa di Dubai ha scritto: “Allerta notizie false”.
Le autorità di Dubai hanno ripetutamente messo in guardia contro la diffusione di disinformazione, soprattutto durante i periodi di accresciuta tensione regionale, esortando il pubblico a informarsi esclusivamente tramite fonti governative ufficiali.
Gli attacchi iraniani sono seguiti a un avvertimento dei media statali secondo cui le Guardie Rivoluzionarie avrebbero preso di mira aziende americane, tra cui Microsoft, Google, Apple, Meta, Oracle, Intel, HP, IBM, Cisco, Dell, Palantir e Nvidia, in relazione all’aggressione israelo-americana. Giovedì Teheran ha dichiarato di aver colpito Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Israele dopo che gli attacchi israelo-americani avevano colpito i due maggiori impianti siderurgici del Paese.
Anche l’Iran è stato bersaglio di attacchi simili. Un centro dati a Teheran, gestito dalla banca statale iraniana Bank Sepah, è stato colpito da un missile, apparentemente lanciato da forze statunitensi o israeliane, l’11 marzo, secondo il Jerusalem Post.
I progressi nell’intelligenza artificiale hanno accresciuto l’importanza dei data center. In particolare, l’esercito statunitense ha fatto ampio uso di sistemi di intelligenza artificiale a supporto delle decisioni nei suoi attacchi contro l’Iran e il Venezuela e Iran.
Data l’importanza dei data center, le forze iraniane potrebbero aver preso di mira le infrastrutture che, secondo i leader iraniani, supportano gli attacchi contro l’Iran. Non è del tutto chiaro se questi specifici data center siano stati utilizzati dall’esercito statunitense. Piuttosto, gli attacchi potrebbero essere stati parte di un più ampio tentativo di punire le nazioni del Golfo per i loro legami con gli Stati Uniti.
Luigi Medici
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